L’89,4% dei detenuti non ha doccia nella propria cella, il 12,8% vive in carceri dove nelle celle il bagno è collocato vicino al letto, il 29,3% non può accendere direttamente le luci dall’interno della propria cella perché gli interruttori sono situati all’esterno, il 69,31% dei detenuti non ha acqua calda in cella, il 60% delle detenute non dispone di bidet, il 7,69% dei detenuti vive in celle non dove non c’e’ sufficiente luce naturale per la presenza di schermature alle finestre, il 18,4% vive in celle dove anche di notte cè luce intensa, e spesso a tutto questo è da aggiungere il sovraffollamento delle carceri.
Sono questi alcuni dei dati elaborati dall’associazione Antigone, dopo la visita che lo scorso 16 giugno è stata effettuata in 30 carceri italiane. Tra le strutture "monitorate" cè anche lOpg di Aversa, le altre carceri visitate sono quelle di: Biella, Caltagirone, Civitavecchia (casa circondariale e casa di reclusione), Cosenza, Favignana, Ferrara, Firenze "Gozzini", Fossano, Fossombrone, Lanciano, Mamone, Napoli Poggioreale e Napoli Secondigliano, Nuoro, Opera, Padova (circondariale), Palmi, Pesaro, Prato, Roma Rebibbia (casa di reclusione e femminile), Roma Regina Coeli, Sant’Angelo dei Lombardi, Spinazzola, Sulmona, Turi di Bari e Vigevano. Secondo Antigone: "Il regolamento penitenziario in vigore ormai da sei anni e’ ancora ampiamente inapplicato in tutto il territorio nazionale.