Povero Jannelli: dalla poltrona di comando al carcere ed al ludibrio Nel leggere e sentire le cronache pare che la corruzione sia nata con lui, che lui sia stato il primo. Ma finiamola una volta per tutte. Questo tentativo di lavacro collettivo, di ricrearsi una verginità o di vestire candide vesti non si addice alla popolazione napoletana, e campana in genere. Ora spuntano i rapporti con la Camorra.

Solo ora? E allora spiegatemi una cosa. Quando migliaia, o milioni, di medici, magistrati, funzionari pubblici, imprenditori etc., sono stati scelti su raccomandazione di Chiesa, Partiti, Sindacati, Massonerie varie, Opus Dei etc.., era tutto normale? Negli ultimi decenni questa popolazione ha perso la ricchezza creata e difesa per secoli da uomini valenti: ‘o core, la dignità, il sacrificio, la gioiosa spontaneità. Da tempo essa vive di servaggio, di prostituzione, di elemosina, di collusione e di corruzione. Jannelli non è l’unico, non è stato il primo né sarà l’ultimo. Campani, come individui e come collettività, imparino dai paesi civili del mondo a chiedere scusa ed a risarcire la loro terra, la nazione ed il mondo intero delle vergogne, dello scuorno, delle bestialità e mostruosità volute e perseguite negli ultimi 50 anni. E tra essi, ma non il principale, ci sia anche Jannelli.

Gennaro Mariniello