Caro direttore,

non si meravigli se metto a confronto i Sigg. Marchionne e Bassolino. Marchionne, manager del nord ha voluto e saputo risanare una grande azienda – la FIAT – in pochi anni, perché ci ha creduto. Senza aiuti di Stato o di Cordate ha scommesso sui meriti, sull’organizzazione, sulla qualità dei prodotti, sulla voglia di competere sui mercati mondiali senza stampelle e protezioni. Bassolino, uomo cresciuto nella e per la politica, collettore di un sostegno elettorale ‘bulgaro’, è specularmente l’esempio più noto del fallimento della politica in Campania. In tutti i settori – sociale, civile, sanitario, turistico, industriale – si sente la presenza opprimente e fallimentare della politica, tesa solo a dare posti improduttivi.

Egli è il cultore più malriuscito della ‘politica della monnezza’. La monnezza come: disastro economico-industriale, regalo alla camorra, degrado ambientale, aumento delle malattie tumorali, spartizioni clientelari, disorganizzazione,lotte furiose tra compagni di merende. 2 uomini, 2 storie, 2 Italie. Marchionne: esempio dell’Italia che cade in declino, che sbaglia; ma anche di chi è convinto ed ha la forza di raddrizzarsi e tornare vittorioso. Bassolino: l’uomo delle promesse fallite, dell’impoverimento culturale ed economico,dell’emigrazione dei giovani, dell’incapacità di creare ed far crescere le occasioni di lavoro.

Gennaro Mariniello, presidente Cosadirci