Oggi la Polizia ha eseguito un maxi sequestro di beni appartenenti ad un imprenditore edile, ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi, situati nell’Aversano, nel Napoletano, nel Casertano e nella provincia di Alessandria. Il valore del patrimonio sequestrato, tra cui società immobiliari, terreni e rapporti bancari, è di oltre 10 milioni.

L’imprenditore, Maurizio Capoluongo, 53 anni, è stato arrestato dalla Polizia di Stato il 9 ottobre scorso, ad Aversa. Si tratterebbe di un «Colletto bianco» del clan, affiliato alla fazione Zagaria. L’uomo è ritenuto un abile affarista, per la capacità di tessere rapporti con il potere politico. Per gli inquirenti, all’occorrenza Capoluongo era però anche capace di uccidere. L’uomo è ritenuto, coinvolto nell’ omicidio di Ciro Nuvoletta, fratello minore dei boss Nuvoletta, ed è considerato una memoria storica del clan per la militanza trentennale al fianco prima di Antonio Bardellino, poi di Michele Zagaria e Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone detto «Sandokan».

Grazie a quest’ultimo sarebbe uscito indenne dalla terribile faida interna, avviata dallo stesso «Sandokan» e da Francesco Bidognetti, Vincenzo De Falco e Mario Iovine.

 

Elementi utili alle indagini su Capoluongo sono emersi dalle dichiarazioni dell’ex boss, oggi collaboratore di giustizia, Antonio Iovine, detto «o’ ninno». Secondo il pentito, l’imprenditore dopo un primo distacco dal clan in seguito all’omicidio di Bardellino avvenuto nel 1988, a cui era molto legato, divenne poi nel 2000 «punto di riferimento per le notizie da fornire a Michele Zagaria circa le iniziative imprenditoriali sul territorio». Nel  tempo ha gestito numerosi affari illeciti per il clan camorristico, come il totonero e il settore delle scommesse clandestine, avviando numerosi attività imprenditoriali.
Il sequestro di oggi è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dai sostituti procuratori Sirignano, D’Alessio e Maresca.

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