Martedì prossimo durante il processo a carico di Michele Zagaria, l’ex boss del clan dei Casalesi Antonio Iovine, ora collaboratore di giustizia, testimonierà collegato in videoconferenza con il tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

O’ Ninno, ha infatti rilasciato altre dichiarazioni che si intrecciano con la vicenda delle minacce denunciate da Giovanni Zara, ex sindaco di Casapesenna attualmente avvocato della Federazione antiracket, testimone nel processo che riguarda Fortunato Zagaria , un altro ex primo cittadino sospettato di essere in odore di camorra. La vicenda al centro del processo risale al 2008 quando Giovanni Zara, all’epoca neo sindaco dopo essere stato vice di Fortunato Zagaria, denunciò il suo predecessore accusandolo di averlo minacciato per conto dell’allora latitante Michele Zagaria, poiché parlò in pubblico di legalità elogiando le forze dell’ordine per le operazioni contro il clan dei casalesi, e augurando la cattura dei boss di camorra ancora ricercati. In particolare, nel dibattimento è emerso un episodio che all’epoca Zara denunciò, quello di una busta ricevuta contenente le foto di Zagaria e di Iovine. Adesso la testimonianza di Iovine apre nuovi scenari, dopo che il 13 febbraio 2015, nel corso di un altro processo in cui Zara rappresenta in qualità di legale alcuni imprenditori, Michele Zagaria intervenne affermando inaspettatamente: «Mi voglio far querelare dall’avvocato Zara perché io e lui, diversi anni fa, ci siamo incontrati. Una denuncia in più o in meno non mi cambierà la vita», ma alle domande del  presidente della corte, Zagaria rispose: «Lo farò quando sarò denunciato, ora mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Il verbale fu inviato alla Dda. 

 

 

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