Il fatto che l’inettitudine ultradecennale delle nostre classi dirigenti ci costringa a far sì che i nostri rifiuti debbano essere trasferiti, per decreto, in altre regioni oltre che riempirci di vergogna, sta creando anche delle fibrillazioni in quei luoghi dove giustamente non vogliono i rifiuti che noi non sappaiamo smaltire. ”Sul trasferimento dei rifiuti a Catania e’ ormai il caso di abbassare i toni e spegnere così inutili polemiche”, queste le parole con le quali il coordinatore regionale siciliano di Forza Italia, Angelino Alfano, tenta di spegnere le polemiche, ed aggiunge:

”Ho assistito a una vera e propria saga di dichiarazioni scoordinate e paradossali. Ritengo, invece, che tutti debbano prendere atto del gesto di grande responsabilita’ del presidente Cuffaro che si e’ fatto carico di una gravissima emergenza”. Secondo l’esponente azzurro: ”La regione Campania, a guida rossa, non e’ stata capace di dotarsi di un piano di gestione di rifiuti adeguato”. Intanto un comitato di sindaci ”contro il trasferimento della spazzatura dalla Campania in Sicilia” sta presidiando la strada d’ accesso che da Catania porta alla discarica di Motta Sant’ Anastasia. Polemiche simili si stanno verificando anche in Sardegna. Tutto mentre per le nostre strade i cassonetti ricolmi di rifiuti, spesso continuano ad essere dati alle fiamme nel. Nella notte sono stati un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco. Nonostante la situazione sia questa, i sindaci di Giugliano, Qualiano e Villaricca, hanno firmato una richiesta di emendamento al decreto legge con la quale si autorizza l’apertura della discarica nel territorio Villaricca. I tre primi cittadini parlano di “un atto politico, a difesa dell’area che da anni subisce il carico dell’emergenza regionale dei rifiuti” – e scrivono in una nota che contestano anche un’altra decisione del Commissario – “che ha stabilito di utilizzare il depuratore della zona Asi Giugliano – Qualiano, per stoccare il percolato prodotto in tutti gli impianti regionali, nello stesso giorno in cui si era impegnato a salvaguardare questa zona, già stressata da anni di sfruttamento». Insomma nessuno vuole l’immondizia e si pretende che se la prendano siciliani e sardi, ci vuole coraggio.

Di red