Mentre qui da noi si pensa a far soldi (soldini) facendo case orrende a Bergamo hanno iniziato ad allevare le bufale. Quella miniera d’oro costituita dalle nostri fertili campagne è sempre di più aggredita da una banda di poveri cristi, che non conoscono altro modo di fare impresa che quello di costruire e vendere fabbricati brutti, senza rendersi conto dalla peculiarità e dall’alta redditività propria delle filiere agroalimentari di alta qualità, da cui scaturiscono produzioni come la nostra Mozzarella di Bufala di Aversa, che in mano ad altri porterebbero un indotto economico enorme, ma qui noi l’incapacità è galoppante.

Mentre questi quartinari che non sanno misurarsi con i mercati mondiali e trasformano sempre di più l’Aversano da Food Valley, di quella che fu la Campania Felix, a Quartino Valley destinata alla rovina totale, nel bergamasco sono già oltre 2mila le bufale da latte che vengono allevate (dati 2006). Hanno iniziato nel 1998 e gli allevamenti principali si trovano nei comuni di Cologno al Serio, Arzago d’Adda, Bergamo, Castrate d’Adda e Calcio, ma altre realtà si stanno sviluppando a Berzo San Fermo, Palosco, Albano Sant’Alessandro e Sant’Omobono Terme, ed il quotidiano milanese Libero, nella cronaca di Milano dello scorso 16 novembre, spiegando questo nuovo trend ha così concluso: “Non resta quindi che consigliare un assaggio delle gustose mozzarelle di bufala “Made in Bergamo”. E’ se vedranno le viti attaccate ai pioppi che noi abbattiamo per fare posto alle case brutte, coltiveranno sicuramente, e si arricchiranno, vendendo del buon vino asprinio. Capito?

Salvatore Pizzo