Questo pomeriggio sarà effettuato l’esame autoptico sulla salma di Gianluca Forestiere, il manager che lavorava in un’azienda di Teverola e che ha perso la vita la sera del 2 gennaio, dopo un calvario durato 36 ore, tempo trascorso avanti e indietro tra gli ospedali di Pozzuoli e Giugliano.
Il fascicolo dell’indagine, che per il momento è ancora contro soggetti da identificare, è stato aperto dopo la denuncia presentata alla polizia da Emanuela Falco, la moglie 36enne dell’uomo. Oltre all’autopsia, che si terrà oggi all’obitorio del Secondo Policlinico di Napoli, il pm Sergio Amato della procura di Napoli ha disposto il sequestro della cartella clinica dei due accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli, che il 41enne effettuò prima il 31 dicembre e poi il 2 gennaio, ma anche l’elenco dei turni dei medici in servizio quelle due sere e del personale del 118 che arrivò intorno alle 12.50 del 2 gennaio a casa di Forestiere, trasportandolo al nosocomio di Pozzuoli.
Solo dopo aver raccolto tutti gli elementi sarà possibile fare chiarezza sulle presunte responsabilità di chi ha accolto e assistito il paziente in quelle 48 ore, che vanno dal primo accesso al pronto soccorso avvenuta la sera di San Silvestro con dimissioni volontarie dopo circa un’ora, fino al 2 gennaio con la corsa tra gli ospedali di Giugliano e Pozzuoli, a causa della Tac guasta.
Intanto l’Asl Napoli 2 Nord in un comunicato stampa ha reso noto che dalla Tac fatta al San Giuliano di Giugliano sarebbe emerso che Gianluca Forestiere aveva in atto una Cid, coagulazione intravascolare disseminata. L’uomo secondo l’Azienda Sanitaria Locale, sarebbe stato in preda ad una gravissima sindrome clinica caratterizzata da numerosi e disseminati trombi e con queste emorragie sarebbe arrivato, dopo aver fatto la Tac al San Giuliano di Giugliano, già in fin di vita alla Rianimazione dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.
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