Su richiesta della Dda di Napoli, il Gip del tribunale partenopeo ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare per altrettanti esponenti del Clan dei Casalesi. Si tratta di coloro che sono accusati di aver partecipato, a vario titolo, all’uccisione e all’occultamento dei cadaveri di Giuseppe Puca, esponente dell’omonimo clan, (che da anni nel comprensorio di Giugliano si contrappone al vincente clan Maliardo), e del suo guardaspalle Domenico Guerra. Entrambi i delitti risalgono al marzo del 94.
Puca e Guerra, i cui cadaveri non sono mai stati ritrovati, furono attirati con uno stratagemma in casa del collaboratore di giustizia Luigi Diana, a Casal di Principe, lì secondo gli inquirenti furono strangolati con una corda e poi trasportati in aperta campagna. I cadaveri sarebbero stati occultati in un pozzo che non e’ stato possibile individuare a causa del mutamento dello stato dei luoghi determinato dagli stessi autori del delitto, che nei giorni successivi all’omicidio abbatterono alcuni manufatti utilizzabili quali possibili punti di riferimento, e per il sorgere, negli anni successivi, di numerose costruzioni. I due vennero eliminati da elementi del clan dei Casalesi interessati a favorire l’egemonia nei territori di rispettiva influenza del clan Ranucci a Sant’Antimo e del clan Mallardo a Giugliano, che in cambio avrebbero dovuto assicurare l’eliminazione di Giuseppe Quadrano, da alcuni anni anch’egli collaboratore di giustizia, a capo di una fazione scissionista dei Casalesi. Le persone raggiunte da provvedimento restrittivo sono Domenico Bidognetti, cugino del capo clan Francesco Bidognetti; Salvatore Campiello, detto ‘Carusiello’; Antonio Ranucci, capo dell’omonimo clan di Sant’Antimo e Giuseppe Dell’Aversano. Tutti sono già detenuti per altre cause.