Malasanità è anche cattiva gestione della sanità pubblica. E’ questo il caso denunciato da Ciro Lavagna. Affetto da sclerosi laterale amiotriofica , nota come sla, ha bisogno di un ventilatore automatico per superare indenne la notte o più semplicemente svegliarsi da vivo perché per la malattia di cui soffre i muscoli che premettono la normale respirazione da soli non ce la fanno, cosicché ha episodi di apnea frequenti e prolungati.

Tanto prolungati che potrebbe lasciarci la pelle. Perché non accada l’azienda sanitaria gli ha concesso l’uso di un ventilatore automatico ma il rischio non è scongiurato perché l’apparecchio non è idoneo a soddisfare le necessità del paziente. Come certificato dagli sanitari dell’Azienda Ospedaliera Monaldi di Napoli, specializzata in malattie polmonari. Il ventilatore concesso va cambiato “per scarsa adattabilità ai suoi parametri respiratori” si legge sulla certificazione rilasciata l’8 novembre 2012 dagli specialisti del Monaldi. Una disposizione rimasta inascoltata dai responsabili del settore dell’Azienda sanitaria Caserta. “I funzionari del provveditorato che dovrebbero disporre la sostituzione hanno affermato che il ventilatore va bene per mio marito” dice la signora Lavagna mostrando un lettera-invito trasmessa a Ciro in risposta alla richiesta di sostituzione. “Secondo questa comunicazione –continua- dovrei portare mio marito, insieme al ventilatore, all’ospedale di Marcianise perché sia sottoposto a una visita specialistica che dovrebbe decidere se e come adattare l’apparecchio alle sue necessità”. “Ma, senza voler criticare la decisione presa da un funzionario che non tiene conto della valutazione di specialisti di un’Azienda Ospedaliera di interesse nazionale, va detto – osserva- che non è stata fissata d’ufficio la data della visita così devo effettuare una normale prenotazione”. “Cosa che –aggiunge- non è possibile perché le prenotazioni sono bloccate fino a tutto gennaio. Un tempo eccessivo per chi, come mio marito, ogni notte rischia la morte per il mancato uso del ventilatore”. “Un apparecchio per il quale -ricorda la signora Lavagna- l’Azienda sanitaria Caserta paga l’affitto alla società che lo ha concesso in comodato d’uso e che, visto a che per mio marito non va bene, potrebbe essere utile ad altri che hanno lo stesso problema ma non hanno la stessa intolleranza al tipo di ventilatore”.

ANTONIO ARDUINO

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