Ci sono altre novità nell’inchiesta che riguarda gli immobiliaristi parmigiani Andrea ed Aldo Bazzini, padre e figlio che secondo la Direzione Antimafia, con l’aiuto di colletti bianchi parmensi aiutavano i Casalesi a riciclare capitali provento delle attività illecite. Nel corso dell’apertura dell’udienza preliminare, tenutasi giorni fa, il Pubblico Ministero della Dda di Napoli Raffaele Cantone ha depositato altri atti che appesantirebbero le accuse, si tratta delle rivelazioni dei pentiti:
Antonio Corvino, Luigi e Alfonso Diana. Le nuove carte depositate dal Pm riguardano Aldo Bazzini e l’esponente dell’Udeur Vittorio Insigne, anche lui indagato nella stessa inchiesta che risale ad un anno fa, quando furono compiuti numerosi arresti tra l’Emilia e la Campania e sequestrati oltre 50milioni di euro. Andrea Bazzini, il figlio di Aldo, ha già patteggiato due anni, ma recentemente la Dda ha sequestrato degli atti nel Comune di Parma, ed ha interrogato anche un ex assessore della città emiliana, cosa che porta a ritenere che altri elementi della colonna parmigiana del Clan dei Casalesi sono nel mirino degli inquirenti, che hanno scoperto un’asse Parma – Casapesenna. In Emilia il clan capeggiato dalla primula rossa Michele Zagaria (nella foto), con l’aiuto di colletti bianchi ed altri insospettabili del posto reinvestiva i proventi delle sue attività. Dopo il deposito dei nuovi atti, l’udienza è stata spostata a venerdì 18 per permettere ai difensori di studiare i documenti. Relativamente a questa inchiesta si sono costituiti recentemente: Carmine Zagaria, fratello del boss e Pasquale Fontana, di Aversa, ricercati per questi fatti.