Ammontano circa 20 milioni di euro i beni sequestrati dalla Dia nellambito dellInchiesta Parmalat & Camorra, a questi vanno aggiunti gli oltre 4milioni e mezzo di euro sequestrati la settimana scorsa. I beni sono ritenuti riconducibili a Carmine Matuozzo, di 41 anni di Santa Maria a Vico (Caserta), che secondo gli inquirenti sarebbe vicino al Clan dei Casalesi. Sono stati sequestrati fabbricati, terreni, azioni societari, veicoli e moto. Dalle indagini sarebbe risultato che Carmine Mattuozzo aveva come socio occulto prima Mario Tavoletta e poi Cesare.
Attraverso varie società di distribuzione del latte imponevano i marchi prima controllati da Cirio e poi passati alla Parmalat. Le società sarebbero riconducibili anche a Michele Zagaria, primula rossa del clan, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia. Gli appartamenti ed i terreni sequestrati sono stati individuati, hanno spiegato gli inquirenti, quali strumenti per il reimpiego dei capitali e l’immobilizzazione del denaro attraverso investimenti nel settore immobiliare. Operazioni finanziarie di questo tipo sarebbero avvenute anche a Parma e nel resto dellEmilia, ciò grazie a complicità di colletti bianchi locali. Nella città emiliana, nei mesi scorsi, sono state sequestrate cinque agenzie immobiliari e due importanti immobiliaristi locali sono finiti anche in carcere. (nella foto l’ex patron di Parmalat Calisto Tanzi)