La società Eurofood con sede in Irlanda era una controllata di Parmalat secondo la giustizia italiana, il Tribunale di Parma ritenendosi competente in merito, a suo tempo, ne aveva addirittura dichiarato lo stato d’insolvenza scatenando un conflitto di competenza con la giustizia irlandese, non riconoscevano la nomina di Enrico Bondi all’epoca nominato commissario dal governo.Alla fine la questione portata davanti alla giustizia europea, ha visto gli irlandesi spuntarla, tanto che nel concordato Parmalat approvato dal Tribunale di Parma, non erano compresi i bond emessi attraverso Eurofood, i cui proventi sono finiti nelle controllate sudamericane di Parmalat. La cosa ancor più strana è che nel managment della società iralndese, che aveva emesso i bond cartastraccia targati Parmalat ci fossero almeno un rappresentante di Bank of America, la stessa banca che si difende dicendo che i suoi dirigenti non sapessero nulla del crack. Intanto l’attuale gestione di Parmalat, ha trovato un accordo con gli attuali liquidatori irlandesi di Eurofood, l’azienda di Collecchio cederà agli irlandesi 9 mln di sue azioni, a patto che dall’Irlanda rinuncino a qualasiasi pretesa sulle attività sudamericane dell’azienda, volevano 80milioni di dollari più gli interessi. Gli unici danneggiati, per adesso, continuano ad essere coloro che a suo tempo acquistarono i bond emessi attraverso Eurofood.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo