Papa Benedetto XVI, dopo averlo fatto negli Stati Uniti, anche nella sua recente visita in Australia in occasione della giornata mondiale della Gioventù, ha chiesto scusa a nome della Chiesa cattolica ed ha incontrato alcune vittime di preti che si sono macchiati di quell’orrendo crimine che è la pedofilia. Un atto importante del pontefice, significativo, che dovrebbe essere da esempio per tutto l’ordine sacerdotale, ma su questo scabroso tema la Diocesi di Aversa sembra essere poco in linea con il Santo Padre, che ha detto di provare «vergogna» per i «misfatti» dei preti pedofili ed ha chiesto che siano «consegnati alla giustizia». L’Arcivescovo di Aversa Mario Milano continua a rimanere silente, dopo l’arresto in flagranza di reato (stando ai carabinieri) di Don Marco Cerullo, sacerdote di Villa Literno, che esercitava il suo ministero a Casal di Principe. Il religioso è stato fermato dai carabinieri, dopo un inseguimento in auto, mentre era con un bambino di 11 anni. Certamente una persona è colpevole dopo che è stata dichiarata tale successivamente al terzo grado di giudizio, in attesa che la giustizia faccia il suo corso per stabilire la verità, quel ragazzino, anche lui di Villa Literno, e la sua famiglia sembrano non meritare la benché minima attenzione dalla chiesa, che proprio a Villa Literno in questo periodo ha organizzato anche delle lodevoli iniziative per i giovani, ma nessuna parola di conforto, nemmeno minima, nei confronti di quel piccolo e della sua famiglia, evidentemente per la Diocesi di Aversa sono pecorelle che meritano il silenzio, come se nulla fosse accaduto. Don Marco Cerullo fu arrestato lo scorso 21 dicembre, mentre era in auto col bambino, i carabinieri lo bloccarono dopo un inseguimento nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe. Adesso si trova agli arresti domiciliari in una struttura monastica del centro Italia, è ospite di quella Chiesa a questo suo “pastore smarrito” sta prestando la dovuta assistenza, le pecorelle invece restano invece abbandonate. Gli interessi del ragazzino e della famiglia sono curati dai legali Costantino Puocci e Sergio Cavaliere. Il piccolo nell’incidente probatorio, al quale don Cerullo non si è nemmeno presentato, ha raccontato la sua esperienza. I carabinieri intervennero dopo una telefonata anonima che segnalò l’Alfa 147 del sacerdote 33enne che insegnava religione nella stessa scuola del ragazzino, l’auto era parcheggiata in una zona isolata. Villa Literno non è grande e la famiglia del ragazzino abita a poca distanza da quella del sacerdote, ma la Chiesa, quella che dice di essere messaggera di pace, rimane muta, sono passati sette mesi. Lo stesso avviene a Casal di Principe, dove Cerullo era vice parroco nella parrocchia del Santissimo Salvatore, anche a quei fedeli che partecipavano alle sue messe nessuno ha detto molto. Che Dio illumini la Chiesa.

Salvatore Pizzo

nella foto l’Arcivescovo Milano e Benedetto XVI

Se la legge bavaglio, quella cosiddetta "sulle intercettazioni telefoniche", fosse oggi in vigore, di questa storia non avremmo potuto dire nulla