pirolo pietro

Uomini, fatti e ritratti (Osservatorio Cittadino)

La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:www.carlocapone.it e –mail:caponart@alice. It.
Il testo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto:
Pietro Pirolo con alle spalle il Monumento ai Caduti.

PIETRO PIROLO
( Il politico gentiluomo )
Il notaio Pietro Pirolo fa parte di quella ristretta schiera di uomini che entrano in politica perché chiamati , facendone una missione.
Rara figura di gentiluomo, nacque ad Aversa il 19 novembre 1921 da una famiglia di nobili tradizioni che seppe dargli una buona educazione.
Conseguita brillantemente la maturità classica, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli laureandosi in Legge a soli venti anni.
Chiamato alle armi durante la seconda Guerra mondiale, partì per il fronte come Ufficiale di complemento distinguendosi per l’innato altruismo.
A guerra finita, non appena congedato, portò a compimento i suoi studi presso l’Ateneo napoletano laureandosi anche in Scienze Politiche e Sociali.
Dopo il dovuto tirocinio, nel 1950, venne nominato Notaio mettendosi professionalmente in evidenza nelle Sedi casertane di Cervino, Maddaloni e Capua.
Cresciuta la sua notorietà, gli amici “camerati” aversani, avendo bisogno di Lui, lo pregarono di entrare in politica.
Nonostante gli impegni, Pirolo accettò l’invito e scese nell’agone politico con tutto il suo carisma e la preparazione che aveva.
E nelle elezioni del 1952 venne eletto Consigliere comunale di Aversa, nella lista del Movimento Sociale Italiano, onorando la sua carica e chi lo aveva presentato.
Nel 1955 divenne, per i suoi meriti, titolare di una più gratificante Sede notarile di Napoli, dove si trasferì con la famiglia.
Questo non gli impedì di essere vicino agli amici aversani, che lo rielessero Consigliere comunale per altre quattro volte consecutive: 1956, 1960, 1964 e nel 1970…da solo o in buona compagnia.
Come Amministratore il notaio Pirolo ha dato” disinteressatamente” sempre il meglio di se stesso ( dai banchi dell’opposizione ) distinguendosi per l’eleganza dei suoi interventi e l’onestà di pensiero.
La sua personalità era tale che, quando si alzava e parlava, tutti (al di là dei ruoli e delle ideologie ) lo ascoltavano con” rispettosa” attenzione, ammaliati dalla sua calda oratoria.
Che si dipanava passionalmente sulle principali problematiche cittadine ,troppo spesso eluse dalla tracotante maggioranza al potere.
Per lo zelo che lo animava, per qualche tempo, fu anche eletto Segretario della Sez. del M.S.I. di Aversa e componente del Comitato provinciale della Federazione del partito di Napoli, carica che manterrà fino alla sua scomparsa.
Nel 1968 partecipò alle elezioni politiche nella Circoscrizione Napoli-Caserta e, pur ottenendo ben 14.379 voti di preferenza, non venne eletto alla Camera per una flessione generale dei suffragi al suo partito.
Ripresentatosi quattro anni dopo, il 7 maggio 1972, fu eletto Deputato con una marea di voti (considerato il suo schieramento ) che sfiorarono la soglia dei 26 mila.
Durante gli anni di legislatura fece parte della Commissione Bilancio, facendosi apprezzare moltissimo per la capacità e la competenza non soltanto specifica.
Sta di fatto che molte sue proposte trovavano sbocchi positivi perché condivise e fatte proprie, essendo il M.S.I. all’opposizione, dai Parlamentari dei partiti di governo che le ritenevano socialmente giuste pertinenti con le risorse finanziarie.
Divenuto un personaggio molto importante nell’ambiente notarile campano, venne eletto all’unanimità Presidente dell’ASSONOTAI ( Associazione Sindacale Nazionale dei Notai ) difendendo autorevolmente, nelle occasioni opportune, l’intera categoria che rappresentava.
Sul finire degli anni ’70, superata l’esperienza consiliare aversana e ultimato il mandato parlamentare, per essere più vicino ai suoi molteplici impegni professionali ( avendo anche assunto incarichi nazionali di partito ) , pensò opportuno di candidarsi in un collegio napoletano e fu eletto Senatore della Repubblica entrando a Palazzo Madama.
Tra i banchi senatoriali fece scrupolosamente il suo dovere, supportato egregiamente dal bagaglio delle esperienze maturate come Uomo, politico e professionista.
La falce della morte lo colse d’improvviso il 6 maggio del 1985, all’età di sessantaquattro anni e in piena campagna elettorale, sottraendolo soprattutto all’affetto dei suoi.
Era ritornato da Piedimonte Matese, dove si era recato per un comizio e lo sgomento fu profondissimo e non solo tra quanti lo conoscevano da vicino e lo stimavano.
Alcuni anni dopo, gli amici di partito gli dedicavano la Sezione aversana di ” Alleanza Nazionale ” , sita lungo la locale via Roma, onorandone la memoria e il Comune, più di recente , gli ha intitolata una stradina del centro storico.
Antonio Marino — a Aversa, Campania.

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