E’ uscito recente “Ad Istanbul tra pubbliche intimità”, una raccolta di poesie di Enrico Pietrangeli (edizioni Il Foglio, pagine 86).Ad Istanbul, tra pubbliche intimità rivela, già nel sottile calembour del titolo, la disinvolta ‘pruderie’ che cerca sinergie tra ciò che eticamente inibisce lo sguardo di sé e ciò che umanamente spinge un ‘io’ svestito e indifeso a guardare il mondo al di là di se stesso e a creare equilibri,

a volte persino sinistri o indecenti, con i potenti fermenti della realtà. La poetica di Enrico Pietrangeli è costruita su un’idea antica ed epica di eroismo, dove l’autenticità è fissata dalla sequenzialità degli eventi scaturiti dalla macrostoria. Il percorso a ritroso è scandito da fatti bellici, dalle grandi guerre all’11 settembre, ma è anche un tributo a maestri di poesia del passato, da Baudelaire a Rumi fino ad Ungaretti al quale è dedicata, oltre che una poesia, la chiusa della silloge: “M’illumino di provvisorio”.

Di red