Giovedì molti giornali nazionali e non hanno rispolverato la proposta di legge presentata alla camera dal leader della (nuova) Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi (nella foto), con la quale si chiede listituzione della provincia di Aversa, oltre a quelle di Nola, Avezzano, Bassano, Melfi, Sibaritide, Sulmona e Venezia Orientale. La notizia era stata pubblicata da noi già una decina di giorni fa, ma è doveroso puntualizzare alcune imprecisioni apparse ieri su autorevolitestate.
Molti hanno parlato di Paolo Santulli come il primo estensore del disegno di legge che riguarda Aversa, forse questo relativamente alla scorsa legislatura è vero, ma la questione aversana è in piedi da oltre 60 anni, da quando dopo la caduta della dittatura è stata ricreata la Provincia di Caserta, alla quale noi apparteniamo per mera imposizione e non per scelta democratica. Aversa non è nel casertano e non si capisce nemmeno perchè Caserta debba essere capoluogo di provincia. Santulli, al quale va il merito di aver raccolto adesioni di deputati in maniera trasversale, non è stato il primo a porre la questione, contemporaneamente a lui ci aveva pensato al senatore Pasquale Giuliano, due legislature fa aveva fatto lo stesso Filippo Reccia, ed ancor prima il senatore Manfredi Bosco. Vari giornali hanno sostenuto che si tratta di iniziative estemporanee di parlamentari per assecondare le velleità delle loro comunità, per quanto riguarda Aversa si tratta forse dellunico caso tra quelli allesame del parlamento, per il quale esiste una delibera specifica dei consigli comunali interessati ed il parere favorevole del consiglio regionale. I regolamenti parlamentari garantiscono una corsia preferenziale alle proposte presentate nella precedente legislatura, e questo espediente tecnico usato dalla Nuova Dc ha generato lequivoco che Santulli fosse il padre della Provincia di Aversa, che invece è una questione di democrazia che è molto più complessa e datata nel tempo. Addirittura il Giornale di Paolo Berlusconi ha parlato di capriccio da 800 milioni, sarà pur vero che le province costano, ma per quanto riguarda Aversa basta darle il personale e i fondi che in ragione della sua forzata inclusione nella provincia di Caserta vengono conferiti a quellentità. Pur essendo trasversale liniziativa il centro sinistra che ha firmato i progetti di legge, con il suo comportamento sta facendo in modo che la questione aversana venga strumentalizzata dalla sola Cdl, è indicativo il fatto che lUnità giovedì abbia titolato che il governo tende a frenare queste iniziative, e che alla camera ed al senato i primi firmatari della proposta sono del centro destra. In questo contesto non si può non notare quanto ha dichiarato Gianfranco Rotondi al Corriere del Mezzogiorno, parlando di Aversa ha detto: Stiamo parlando di una città che negli ultimi anni ha visto crescere di molto la popolazione e che ha intorno a se un gruppo di cittadine e paesi molto dinamici e vivaci che poco hanno a che vedere con Caserta(…). Il leader scudocrociato è lunico segretario nazionale di partito a schierarsi in maniera netta per il riconoscimento della nostra provincia, in verità prima di lui lo ha fatto anche Antonio Di Pietro in una manifestazione elettorale, però alle parole del leader dellItalia dei Valori non sono seguiti fatti concreti, almeno per adesso. La questione aversana potrebbe diventare ancor più attuale se, come ha anticipato il Corriere della Sera, il governo dovesse portare avanti lintenzione di una modifica costituzionale che eliminerebbe le Province di Roma, Milano, Torino e Napoli, sostituendole con le città metropolitane, in tal caso vari comuni del nostro territorio, in particolare dellatellano e nel giuglianese, che appartengono alla provincia napoletana, potrebbero optare per il passaggio alla Provincia di Aversa della cui Diocesi già fanno parte da mille anni. In questo senso è indicativa unintervista rilasciata qualche anno fa dallallora sindaco di SantAntimo al periodico Nero Su Bianco.
Salvatore Pizzo