Il parlamento italiano ha fatto un grosso piacere al Clan dei Casalesi ed a tutte le organizzazioni malavitose del nostro paese, votando alla quasi unanimità l’indulto anche per chi ha compiuto delle estorsioni, praticamente si è scontata buona parte della già esigua pena a quelli che chiedono il “pizzo” che in Campania si chiama “il regalo per i carcerati”, volendo potevano evitare di inserire anche gli estorsori tra i beneficiati da questa legge, ma non lo hanno fatto.

I Casalesi sicuramente saranno riconoscenti alla politica italiana di questo regalo, che offende quelli che hanno denunciato il racket, poi si lavano la bocca invitando a denunciare. Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella intervistato dall’Espresso ha parlato dei rapporti tra politica e Camorra, ovviamente ha detto che il suo partito non chiede i voti della Camorra e riferendosi anche alla vicenda che coinvolge, Vittorio Insigne, il Consigliere regionale del suo partito, l’Udeur, coinvolto in un’inchiesta sui Casalesi, ha detto che fino a sentenza definitiva nessuno è colpevole. Uguali le motivazioni per giustificare la presenza nel partito di un altro Consigliere regionale, Nicola Ferraro che è di Casal di Principe, il quale pur non essendo indagato si è visto negare dalla Prefettura la certificazione antimafia. Guarda caso se passasse quella legge (cosiddetta) sulle intercettazioni telefoniche tanto cara a Mastella, che è anche un giornalista professionista, non si potrà più parlare liberamente di queste cose. La bozza che è in discussione al Senato prevede che non si possa dire nulla delle inchieste giudiziarie fino alla fine dell’udienza preliminare, praticamente questo articolo, per il solo fatto di aver citato il caso di Insigne sarebbe già la prova di un reato, roba che supera di gran lunga i peggiori regimi sudamericani. Alla Camera questa proposta è passata all’unanimità, siedono divisi ma spesso sono uniti.

Salvatore Pizzo

Nella foto Clemente Mastella