Umberto nel 1944 era un giovane romano, aveva 26 anni, primo di cinque figli di una famiglia ebrea, ha avuto la vita segnata dalle leggi razziali promulgate anche in Italia. Nell’Italia piena di tedeschi si rivolge ad un vecchio compagno di scuola delle elementari, Luciano Luberti, il quale lo tradisce e lo denuncia alle SS, finisce prima in Via Tasso, poi nel campo di Fossoli infine ad Auschwiz.

Luberti in quegli anni viene conosciuto col nome di Boia di Alberga, dopo la guerra fu condannato a morte, poi la condanna fu tramutata in ergastolo , dopo con l’amnistia a 7 anni di carcere militare. Nel 1969 fu accusato di aver ospitato gli esecutori della strage di Piazza Fontana, militante del Fronte Nazionale fu poi ritenuto incapace di intendere e di volere dal criminologo Aldo Temerari, condannato all’internamento per 2 anni nel manicomio di Aversa riuscì ad evadere morì in libertà, il 10 dicembre 2002.

Di red