Il senatore indipendente Sergio De Gregorio con uninterrogazione parlamentare rivolta ai ministri della giustizia, dell’interno e della salute, ha lanciato un pesante atto daccusa nei confronti della giunta regionale, in particolar modo nei confronti dellAssessore alla Sanità Angelo Montemarano. Si fa riferimento a dei corsi che stando ai contenuti dellinterrogazione, sarebbero stati istituiti ad hoc per alimentare vane speranze in tanti giovani in cerca di occupazione per carpirne il consenso elettorale. Scrive il parlamentare, a suo tempo eletto con lItalia dei Valori:
Il 27 marzo 2006, presso l’Hotel Royal Continental di Napoli, l’Assessore alla sanità della Regione Campania, Angelo Montemarano, ha promosso un convegno per lanciare, in Campania, la figura delloperatore socio sanitario (O.S.S.); al convegno hanno partecipato autorevoli esponenti della Margherita, ed è stata annunciata la partecipazione dei direttori generali delle ASL, delle aziende ospedaliere di rilevanza nazionale e delle organizzazioni sindacali del settore in Campania; il convegno – singolarmente, a giudizio dell’interrogante – è stato promosso alla vigilia della competizione politica nazionale e delle elezioni amministrative; nel dépliant di presentazione del convegno si ringraziavano alcune scuole di formazione (tra cui qualcuna finanziata dalla Regione Campania), che venivano indicate quali sponsor dell’iniziativa ( ), in quel convegno è stata illustrata la legge regionale n. 13 del 17 luglio 2002 che istituiva la figura professionale dell’operatore socio-sanitario che, munito di qualifica al termine di una specifica formazione professionale, avrebbe potuto operare in un contesto sociale e sanitario, alle dipendenze di strutture ospedaliere, enti pubblici e privati, soddisfacendo il fabbisogno annuale, indicato da un fantomatico "Piano sanitario regionale" che la Giunta Regionale della Campania avrebbe dovuto determinare; dal marzo 2006 ad oggi si sono iscritti a tali corsi di formazione per la qualifica di operatore socio-sanitario oltre 20.000 giovani della Campania, che hanno provveduto a "formarsi" a pagamento presso scuole di formazione, le quali hanno lasciato immaginare che la qualifica sarebbe stata utile per essere assunti presso strutture ospedaliere che avrebbero ampliato le proprie piante organiche per far spazio a questa nuova ed indispensabile figura professionale; il 14 ottobre 2006, con legge regionale n. 21, la Giunta regionale della Campania ha sancito nuovamente la necessità della qualificazione di questa figura professionale sostenendo, all’art. 1, l’esistenza di un fantomatico fabbisogno delle strutture sanitarie pubbliche della Regione, lasciando intravedere nuovamente lo sbocco lavorativo per i corsisti qualificati e qualificandi; in tal modo, a giudizio dell’interrogante, si è creato un "infame" mercato della speranza, alimentato da politici "senza scrupoli" e da sindacalisti, questi ultimi spesso in accordo con le scuole di formazione, dalle quali hanno ricevuto favori e prebende; gli operatori socio-sanitari, ormai certi di essere stati tratti in inganno dalla inesistenza assoluta di sbocchi lavorativi, irretiti peraltro da partiti politici che hanno promesso loro l’immissione nella pubblica amministrazione, hanno manifestato pubblicamente, chiedendo di essere ricevuti dal Prefetto di Napoli. Dopo aver fatto questo rovente preambolo, De Gregorio vuole sapere se: la Regione Campania ed il suo Presidente Antonio Bassolino ritengano di dover interrompere tale turpe mercato della speranza; se la magistratura abbia ritenuto di dover approfondire l’eventuale scempio determinato dal ricorso a quello che appare, a giudizio dell’interrogante, un vero e proprio voto di scambio. Unaccusa tutta da valutare, che però andrebbe denunciata alla Procura della Repubblica, che è lorgano competente a perseguire eventuali condotte illecite e non certo al governo. Per adesso non si sono registrate reazioni ufficiali da parte dei diretti interessati: Bassolino, Montemamarano, i sindacalisti che hanno partecipato a queste attività di formazione, dalla partito della Margherita e dalle scuole che De Gregorio ha citato nella sua interrogazione.