”Temiamo che l’attuale momento politico rallenti ancora di più la già tardiva soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania, perchè nelle discariche e sotto il cumulo di immondizia che da giorni ricopre Napoli e parte della regione, sono finiti anche i diritti di buona parte degli oltre 7.000 bambini che vivono in queste terre”. Queste parole le ha pronunciate in gennaio il direttore Generale di Save The Children, Valerio Neri, ma sono drammaticamente attuali.

Neri precisava che la sua organizzazione, ”alla luce della Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, ha verificato che sono almeno 10 i diritti fondamentali negati a tanti bambini e adolescenti”. Save The Children ha anche stilato il ”Decalogo dei Diritti in Discarica”. Il primo riguarda l’Articolo 2 della Convenzione, il principio di non discriminazione. ‘Gli Stati parti -recita la Convenzione- adottano tutti i provvedimenti appropriati affinche’ il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione’. ”I bambini campani -denuncia l’organizzazione- sono stati discriminati poichè hanno avuto un trattamento differente rispetto a quello dei coetanei che vivono in altre regioni d’Italia”. L’articolo 3 recita ‘in tutte le decisioni relative ai fanciulli (..) l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente. Gli Stati parti si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere (..)’. In Campania, dice Save The Children ”Non e’ stato tenuto in alcuna considerazione, ne’ mai citato da nessuno, quale fosse l’interesse dei minori in questa vicenda e se a tale interesse fosse riconosciuta priorita”’. Secondo Save The Children ”e’ stato chiaramente colpito il diritto al ‘sano’ sviluppo dei ragazzi, e non sapremo mai quanto”.

Di red