Provincia di Aversa: cacciano gli insegnanti dalle scuole, poi buttano soldi tenendo in piedi equivoci come la Provincia di Caserta

Mentre i politicanti nazionali parlano in maniera strumentale di risparmio e razionalizzazione della spesa pubblica, i politicanti locali dormono in maniera probabilmente interessata. Anziché eliminare le Province che non servono a nulla se non a distribuire prebende che alimentano il parassitismo politicante, per risparmiare hanno pensato di cacciare via dalla scuola, nei prossimi tre anni, 84.431 docenti e 44mila 500 amministrativi. Dalle nostre parti il disagio si avverte ancora di più, non solo dobbiamo sorbirci quel grosso equivoco che si chiama Provincia di Caserta, che non ha alcuna ragione di esistere e che è il simbolo della colonizzazione politica e culturale che si vuole infliggere alla nostra terra che casertana non è, ma a fronte di tanti nostri soldi spesi contro noi stessi ci si vuole costringere anche subire in silenzio tantissimi licenziamenti adducendo problemi di spesa pubblica. In questo desolante quadro bene ha fatto il sindacato Cisas a richiamare la necessità “zona cuscinetto” tra le province di Napoli e Caserta (ammessa che questa debba continuare ad esistere). Nei giorni scorsi, sul tema, si è tenuta una riunione nella sede di Teverola ed in quella di Sant’Arpino, questo dopo le recenti nomine di delegati zonali e locali, quali Caterino, Pecorario, Reccia e Sgalia. Il segretario regionale del Cisas Mario de Florio, a S.Arpino si è incontrato anche con l’Assessore comunale alle Politiche Sociali, Lettera.