de santis salvatore   

Uomini, fatti e ritratti
A cura di: Alessandro Carotenuto; e-mail: alessandrocarotenuto46@gmail.com – Osservatorio Cittadino
Illustrazione di: Carlo Capone, sito web: www.carlocapone.it ; e-mail: caponart@alice.it

Didascalia sotto il ritratto: Salvatore de Santis con alle spalle il “Monumento ai Caduti” di Piazza Municipio

SALVATORE DE SANTIS
(Il Fante Benemerito)

Il “Ventesimo Premio Nazionale di Poesia Città di Aversa”, che sarà presentato il prossimo primo marzo presso l’Istituto per Ragionieri “Alfonso Gallo”, sarà dedicato quest’anno alla memoria del Cav. Salvatore de Santis. Questo evento risulta a noi particolarmente gradito, perché ci offre l’occasione di raccontare, seppur per grandi linee, la vita, la personalità e le opere di questo illustre cittadino aversano.
Nato ad Aversa il 25 maggio del 1912, Salvatore de Santis dimostrò precocemente le sue brillanti doti intellettuali, ma l’avvenimento che finì per segnare profondamente la sua vita (alla quale impresse un significato completamente nuovo), lo colse quando già non era più giovanissimo, e si chiamò: “Seconda Guerra Mondiale”. Il Nostro, infatti, nell’estate del 1940 fu inviato sul fronte francese; e dal settembre di quello stesso anno, col grado di Sergente d’Artiglieria, fu in Albania con la “Divisione Siena”, nelle cui fila partecipò all’intera battaglia greco-albanese, restando nei Balcani anche alla fine delle ostilità per le operazioni di presidio del territorio. Da questo periodo, e precisamente dal 1941, dovette patire una lunga peregrinazione tra vari ospedali militari, a cominciare dall’ospedale di campo in Albania nel quale fu ricoverato per congelamento agli arti inferiori e per un principio di malaria. A causa dei bombardamenti angloamericani, che colpirono lo stesso ospedale nel quale era ricoverato, riportò alcune lievi ferite, in seguito alle quali fu trasferito presso l’Ospedale Militare di Caserta in cui rimase fino al 1943. Rimessosi in salute fu assegnato ad una Brigata Costiera sul litorale Domizio come sottoufficiale di Fanteria Territoriale e, dopo lo sbandamento seguito all’8 settembre del 1943, continuò a combattere al seguito delle truppe dell’esercito del Regno del Sud.
Finito quel devastante conflitto, cominciò per il de Santis una nuova pagina della sua vita, fatta di dedizione civica e costellata da importanti riconoscimenti. Da ricordare, innanzitutto, sono le decorazioni che gli furono conferite: due “Croci al Merito di Guerra” e il “Distintivo d’Onore per i Mutilati”, che rappresentarono per lui la testimonianza non solo della propria personale abnegazione, ma del sacrificio di un intero popolo. Presto nuova linfa riuscì a trovare anche negli affetti, e si unì in matrimonio con la signora Concetta Margarita, con la quale ebbe quattro figli che diventarono per lui quanto di più prezioso avesse al mondo. Lavorò per un trentennio come segretario dell’Ufficio Leva del Distretto Militare di Napoli e, spinto da alti sentimenti patriottici e civici, fu sin dai primissimi anni del dopoguerra animatore delle associazioni combattentistiche di Aversa, ove fu dapprima membro del direttivo della sezione cittadina dell’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra, e poi fiduciario dell’Associazione Nazionale del Fante, di cui costituì la sezione aversana nel 1953. Quest’ultima fu forse il dono più grande che il Nostro poté fare alla città. Nata a Milano il 7 luglio del 1920, per iniziativa del Ten. Giuseppe Fontana, in accoglimento delle richieste dei Fanti reduci della guerra del 1915/18, l’Associazione del Fante si diffuse in poco tempo su tutto il territorio nazionale, con l’apertura di Sezioni in quasi tutti i Capoluoghi d’Italia ed in moltissimi Comuni. La sede di Aversa, dalla sua fondazione, fu una delle più vitali, grazie soprattutto all’opera del de Santis, che ne rimase presidente fino alla morte e negli anni rivestì anche gli incarichi di Consigliere Nazionale ed Ispettore Interregionale dell’Associazione. Egli aveva contatti costanti con i vertici e le più alte cariche dell’Esercito Italiano, e diventò un punto di riferimento per coloro che pensavano di intraprendere la carriera militare, favorendo la preparazione dei giovani che avevano tale aspirazione. Ma questa encomiabile Associazione non solo teneva viva la memoria dei soldati caduti e dei combattenti aversani delle due guerre mondiali, non solo forniva assistenza ai reduci e ai loro familiari, ma organizzava anche decine di attività culturali e di beneficenza, ed era vitalissima proprio sul piano sociale. Il de Santis, insieme al dott. Domenico Pirozzi, fondò inoltre nella Sede del Fante “l’Associazione dei cittadini benemeriti di Aversa”, che organizzava convegni e manifestazioni, che avevano sempre un buon riscontro di partecipazione da parte della cittadinanza.
Fu eletto più volte consigliere comunale e fu anche assessore all’Annona e Commercio del Comune di Aversa, impegnandosi in un’opera di rilancio dell’immagine della città, che lo portò ad essere presidente della Pro-Loco e consigliere dell’Ente Provinciale per il Turismo, oltre a presiedere per diversi anni il Comitato per le Celebrazioni della Madonna di Casaluce, rinvigorendo i fasti delle antiche cerimonie in onore della coopatrona della città. Tali rilevanti benemerenze gli valsero il cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica, di cui fu successivamente insignito dell’onorificenza di Commendatore.
Salvatore de Santis, dopo una vita intensa e ricca di avvenimenti importanti, si spense nel 1979, tra la commozione dei molti che lo avevano conosciuto, e ci piace immaginare che negli ultimi istanti della sua esistenza terrena gli possa essere stato di conforto il ricordo d’una frase che campeggiava ardita nella sede storica della sua Associazione, a piazza Amedeo, e che per lui dovette possedere un profondo significato: “Fu il seme il Fante, la Vittoria il fiore”.
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