Un accordo sulle misure antidumping da applicare alle scarpe provenienti da Cina e Vietnam che porterà sicuramente benefici all’economia del nostro territorio, lo hanno siglato i rappresentanti dei 25 Paesi dell’Ue, stabilendo una tassa del 16,5% per le calzature importate dalla Cina e una del 10% per quelle importate dal Vietnam. Il governo italianom tra i promotori di questa misura, voleva che quest’accordo valesse 5 anni, ma gli altri paesi hanno insistito per un solo biennio.

Le nostre imprese da tempo avvertivano la necessità di trovare degli strumenti per difendersi dal commercio sleale: marchi riprodotti abusivamente e produzioni realizzate con sfruttamento della manodopera, quindi con un basso costo rispetto ai nostri standard. La notizia dell’intesa è stata accolta positivamente dall’Unione Industriali di Aversa, di cui è leader Pasquale Pisano, che è anche Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani (Anci). L’organizzazione alla quale appartiene Pisano proprio questo mese, dal 24 al 27, dovrebbe partecipare all’Obuv Mir Kozhi, una fiera internazionale del settore che si tiene a Mosca. A quanto pare la Regione Campania ha però scelto le 12 imprese selezionate senza tener conto di tutte le indicazioni delle organizzazioni di settore, tra quelle del nostro territorio ci sono: Calzaturificio New Blitz srl di Carinaro, Calzaturificio Diva di Francesco Lettiero (Sant’Arpino), Caveau Trading Company di Frattamaggiore, Calzaturificio Europa srl di Carinaro e Calzaturificio Dema srl di Cesa.