Il governo pressato dalle proteste sta facendo marcia indietro sui tagli all’Università, vuole abbandonare lo strumento del decreto legge e discutere in maniera più ampia, lo stesso non fa con i tagli alla scuola, 8 miliardi di euro in tre anni, una cifra enorme che ridurrà drasticamente la scuola italiana. Tra insegnanti e non docenti sono previste riduzioni per oltre 130mila posti di lavoro,
dopo una riunione di maggioranza tenutasi l’altro ieri a Palazzo Grazioli l’esecutivo sembra intenzionato a procedere alla falcidia, almeno per la prima tranche del 2009, mentre per quanto riguarda il 2010 ”saranno oggetto di riflessione” – ha detto il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri – “perché vedremo quanto potremo fare nel corso del prossimo anno nella lotta agli sprechi per evitare così di intaccare la sostanza dell’attività didattica”. Ammettono di aver compiuto un disastro, ma vanno avanti lo stesso.

Di s.p.