“Ancora oggi, in molte parti del mondo, vescovi e clericali vengono perseguitati perché professano la fede cristiana, come fece e pagò con la vita il diacono frattese Sossio nel 305. A Frattamaggiore, come in Italia, nessuno perseguita o condanna chi propaga la fede in Gesù Cristo ma si tenta comunque di imporre uno stile di vita pagano, materialistico e relativistico, lontano leggi di Dio”.

Lo ha detto il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe domenica sera in piazza Umberto a Fratttamaggiore, dove si è recato in occasione per celebrare una messa, che è stato l’evento conclusivo dei solenni festeggiamenti per il 17° centenario del martirio di San Sossio Levita e Martire, patrono della città. Il porporato ha parlato davanti all’urna e alla statua del Santo, benedetta a maggio da Papa Benedetto XVI. Alla celebrazione tra gli altri erano presenti l’Arcivescovo di Aversa Mario Milano, le autorità cittadine ed i sindaci di tutti i comuni che venerano San Sossio. Dopo la messa il prelato ha visitato la sala consiliare del Comune, accolto da tutta l’amministrazione e il consiglio comunale.

Di red