L’Ugl, quella con sede in località Caserta e non quella di Aversa, ha fatto sapere che assicura la sua solidarietà al comitato dei genitori, sorto recentemente a Carinaro per protestare contro l’aumento del prezzo della mensa scolastica. "Nel tempo in cui le famiglie hanno difficoltà ad arrivare alla quarta settimana del mese", si afferma in un comunicato – "mandare i figli a scuola non deve diventare un lusso. Sarebbe opportuno che qualunque aumento di prezzi e tariffe venisse concordato con le controparti e comunicato in anticipo”.

Si legge ancora: "L’aumento di un buono pasto del 48% in una settimana non è giustificabile da nessun tipo di rincaro alla fonte, sappiano i genitori di Carinaro che possono contare su di noi, LA Ugl, così come spesso ricorda il Segretario Nazionale Renata Polverini intende svolgere il suo ruolo di tutela dei lavoratori e degli indingenti e per far questo non intende trascurare nessuna questione di ordine sociale." La situazione è tuttavia di facile soluzione, quelle famiglie che credono nella scelta educativa e formativa del tempo pieno, possono benissimo continuare facendo mangiare i loro figli a casa o in luoghi diversi dalla scuola, e poi riportarli all’ora delle lezioni. Diverso sarebbe se la scelta “tempo pieno” fosse dettata da altre esigenze, come quella di non sapere dove lasciare i figli quando si è lavoro, la scuola non è un intrattenimento bimbi (un baby parking) è un logo d’istruzione e non svolge il lavoro dei baby sitter, vi lavorano professionisti pagati per un’altra funzione.

Di sp