Come al solito le classi dirigenti nostrane, di quella parte del nostro territorio occupata da quell’ente denominato “Provincia di Caserta”, hanno dimostrato di essere genuflesse a quella casertanità che non ci appartiene. Una settimana fa il nostro giornale ed il periodico Nero Su Bianco, gli unici due organi di stampa che si battono per il riconoscimento dell’esistenza della Provincia di Aversa, avevano chiesto a tutti i sindaci dell’Aversano di adoperarsi affinché da tutti gli atti degli enti venisse eliminata quella dicitura che è una ferita ultradecennale inferta alla nostra gente: “Provincia di Caserta”.

Di fronte alla richiesta dei due principali organi di stampa del loro territorio questi sindaci hanno taciuto, hanno forse paura di ritorsioni casertane, oppure non si sentono in grado di portare avanti una battaglia di un certo livello. Non potevamo aspettarci altro, sono abituati ad avere avversari il cui livello e quello che vediamo ogni giorno nei Consigli comunali della nostra zona. Ovviamente la nostra richiesta si riferiva solamente a quegli atti dove quella fastidiosa denominazione non è obbligatoria. La legge vogliamo rispettarla anche se non la condividiamo. L’Aversano da troppi decenni è umiliato da questa sottoposizione alla potestà provinciale casertana, tanto che alle giovani generazioni è stato inculcata la passività rispetto alla casertanità, tanto che definirsi casertani ed abitanti della Provincia di Caserta è diventato un fatto normale per gli abitanti del nostro territorio, bisogna decasertanizzare il territorio al più presto altrimenti la millenaria peculiarità aversana sarà spazzata via non per particolari interessi bensì dal livello indecente delle nostre classi dirigenti. Pensare aversano, mettere alla berlina questi piccoli politicanti che nulla hanno a che fare con la nostra storia millenaria è il dovere della stampa libera. Non ci riferiamo solo agli eletti, ma anche a quelli che dirigono i partiti a livello locale, non hanno un filo diretto con Roma, non contano nulla, passano per Caserta nemmeno fosse Washington, i loro referenti sono uomini politici lontani dalla scena che conta, talvolta si tratta di parlamentari, anzi di sconosciutissimi parlamentari. Hanno dimostrato maggiore comprensione per la lotta finalizzata all’autodeterminazione del nostro popolo persino i giornali casertani, la nostra iniziativa è stata riportata da Casertasette, Caserta News, Gazzetta e Giornale di Caserta, giornali di un territorio che non ci appartiene ma che ci occupa. Ci sono le delibere dei Consigli Comunali interessati e quella del Consiglio Regionale che rivendicano la Provincia di Aversa, ma le piccole rendite di posizione di una classe dirigente di piccolo cabotaggio stanno contribuendo a riscattare l’orgoglio vilipeso del nostro territorio.

Salvatore Pizzo