Parlava tre lingue, arabo, inglese ed italiano, e adesso a stento balbetta qualche sillaba, ma lui ha una grande voglia di vivere, sono le parole di dolore e di speranza della signora Rachida, la mamma del piccolo Karim, il bambino di undici anni che la notte di capodanno è stato colpito da una pallottola vagante alla testa. Il ragazzino figlio di una coppia tunisina, perfettamente integrata in Italia da oltre 20 anni, stava festeggiando larrivo del nuovo anno nel cortile dellabitazione della famiglia a Trentola Ducenta, quando è rimasto vittima della follia di un disgraziato, purtroppo non ancora identificato, che festeggiava il nuovo anno esplodendo colpi di pistola in aria.
Karim nei prossimi giorni sarà sottoposto a nuovi controlli, la pallottola è ancora nella sua testa e per adesso non si può estrarre. E stato in coma per oltre due mesi, dopo un primo ricovero allospedale di Aversa fu trasportato al Santobono di Napoli, la sua vita sembrava spacciata, poi il miracolo. Uscito dal coma è stato portato nel centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma) per un lunghissimo percorso di recupero. Nei giorni scorsi Karim ha ricevuto il filmato della festa di fine anno scolastico dei compagni di classe. Il papà Hakemi, rimasto a Trentola Ducenta, con gli altri due figli, vorrebbe raggiungere il figlio a Parma, ma i costi sono tanti e non compatibili con le possibilità della famiglia, che ha anche cambiato casa perché in quella casa non ha voluto. La mamma aveva chiesto aiuto anche al sindaco di Parma, una casa per ospitare il papà. Il quotidiano locale Gazzetta di Parma ha lanciato una sottoscrizione per aiutare la famiglia di Karim, che in questi mesi sta ricevendo anche tante lettere, tra le tante anche quella di un gruppo di detenuti del carcere di Poggioreale che hanno scritto: «Ognuno di noi ha dei bambini splendidi come te. Sappi, piccolo, che ogni giorno non facciamo altro che pregare per te».