È stata una puntata dedicata ai senza fissa dimora, dal titolo emblematico Si può fare musica con una scopa?, quella di Screensaver, programma che va in onda ogni domenica alle ore 9,00 su Rai Tre, condotto da Federico Taddia e scritto da Rossella Abate, Emanuela Pesando, Giampaolo Musumeci e Federico Taddia, per la regia di Emanuela Pesando.
Nella puntata di oggi, il viaggio del conduttore tra musica e rifiuti è iniziato a Pomigliano dArco con Maurizio Capone e i Bungt Bangt, suonatori di lattine, la cui orchestra è composta da vecchie pentole, secchi di metallo, tubi di plastica, utensili da lavoro, bombole del gas, bottiglie e vecchie lamiere.
Nel viaggio dellintera puntata Federico Taddia è stato accompagnato dai ragazzi della scuola Media Statale G. Ungeretti di Teverola, che sono stati anche i protagonisti del loro cortometraggio Buon compleanno Giò, presentato durante la trasmissione. Il corto è stato dedicato ai tanti senza fissa dimora, piaga dilagante nelle grosse metropoli come nei piccoli centri: nella proiezione i ragazzi hanno raccontato dellamicizia nata con un barbone e di come si siano subito allertati nellallestimento di un rifugio accogliente in un garage.
Federico Taddia e i ragazzi di Teverola hanno incontrato Agostino, un barbone accolto di notte in un dormitorio pubblico napoletano, che ha deciso di raccontare la sua storia: tornato in Italia dalla Germania nel 94, per motivi di salute non riesce a trovare un lavoro stabile e non può contare sulla sua famiglia, è così che inizia la sua vita per strada.
Il terzo occhio, altro momento della trasmissione, è stato posizionato su Luca, esperto di parkour (disciplina definita come larte di sapersi spostare), mentre salta e fa piroette fra ostacoli metropolitani è capace di superare muri con capriole e saltare sui tetti.
Bella prova di intelligenza, ma anche di acume umano e sensibilità verso fasce sociali più deboli quello mostrato dai ragazzi di Teverola.
Nicola Palumbo