Lo spettacolo di Capodanno “Gigi D’alessio e friends” ha generato un’intensa polemica sulla questione “Terra dei Fuochi”. Ad alzare il polverone in tutta la penisola, sono state le frasi sulla qualità della mozzarella e dei prodotti ortofrutticoli della Campania, per tranquillizzare i consumatori estremamente preoccupati dopo la campagna pubblicitaria denigrante che, non ha tenuto conto della collocazione geografica delle aree inquinate, danneggiando difatti il commercio di tutta la Regione.
Il concerto di fine anno in piazza Plebiscito però è stato percepito da molti, visto il contributo della Regione Campania di 600.000 euro, come una campagna elettorale messa a punto da Stefano Caldoro per risollevare l’immagine della Regione, in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi a maggio. Sotto torchio anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che secondo alcuni ha “concesso” piazza del Plebiscito e gradito l’evento, per la sua partecipazione alle prossime regionali dove si presenterà con una propria lista.
A schierarsi immediatamente contro la manipolazione della “Terra dei Fuochi” e delle sue vittime per scopi elettorali, sono stati: don Maurizio Patriciello, il parroco antirifiuti di Caivano, e Antonio Marfella, oncologo del Pascale, e tutti quelli del Coordinamento dei Comitati Anti-fuochi.
Gigi D’Alessio ha risposto alle critiche ricevute mediante un su Facebook: “Io ho perso a causa del tumore mia mamma, mio padre, mio fratello e amici che hanno vissuto la loro vita al mio fianco. Io, come tutta la mia Città, sono in cerca della verità Per questo, ho accettato di sponsorizzare gratuitamente la parte sana da difendere. Prima di parlare di Terra dei Fuochi, nel rispetto delle vittime, dei malati, dei parenti e di chi vive nella paura di abitare in queste zone, mi sono documentato, ho approfondito personalmente con le fonti più autorevoli. Ora, la polemica su questo tema per me è incomprensibile. Mi sono attenuto ai dati ufficiali che mi sono stati riferiti dall’Istituto di Profilassi Nazionale e da una recente sentenza della Cassazione e poi mi sono confrontato con diversi magistrati campani che danno lustro alla nostra Regione. Non sono un giornalista né un inquirente né tantomeno un amministratore o uno scienziato, faccio il cantante e ho organizzato una festa per la mia città per la mia regione e l’ho fatto per amore e riconoscenza verso la mia terra e verso la sua gente, a cui appartengo”.