Nel corso del question time alla Camera Nello Formisano, capogruppo alla Camera di Centro Democratico e segretario regionale campano del partito guidato da Bruno Tabacci, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, “per sapere, se non ritenga, per quanto di sua competenza, fissare gli obiettivi, anche temporalmente,

e i modi per giungere a una soluzione definitiva del gravissimo fenomeno dei roghi dolosi di discariche in Campania, nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi’, che non accenna a diminuire”. “Non si tratta di una questione locale – spiega – perchè i rifiuti bruciati e sepolti nella ‘Terra dei fuochi’ provengono da industrie dislocate in tutta Italia, industrie che preferiscono collaborare con la camorra piuttosto che con chi lavora onestamente, e perchè la salvaguardia dell’ambiente è un tema di vitale importanza per la stessa coesione nazionale. Quest’anno già oltre 800 sono i roghi che si sono sviluppati in quelle zone martoriate. Tra poco tempo verranno fatti partire molti bandi per le bonifiche, ed e’ facile immaginare che il nuovo flusso di denaro attirera’ ancora una volta le ecomafie, che probabilmente non sono estranee ai nuovi roghi. Le indagini sui recenti incendi mostrano un salto di qualita’ per quel che riguarda i materiali usati per dare alle fiamme i rifiuti. Infatti, oltre ai purtroppo tradizionali copertoni sono stati utilizzati per la prima volta frigoriferi, con un ulteriore aumento della pericolosita’ delle conseguenze dei roghi”, si legge nell’interrogazione. “In particolare appare ancor piu’ angoscioso, se possibile, quanto scoperto a Caivano dove è stata riscontrata la presenza del micidiale veleno Toulene in un terreno coltivato. Nella discarica abusiva sono stati, inoltre, trovati decine di metri cubi di terreno indenne, ammonticchiati ai lati della parte ‘infetta’. Questo terreno pulito serviva per ‘ravvivare’ lo strato superficiale, contaminato, e permettere quindi la coltivazione degli ortaggi. Si tratta di una constatazione di enorme gravita’ perche’ fa comprendere che chi coltivava quegli alimenti ben sapeva dove lo stesse facendo, e soprattutto sopra cosa”, rileva il capogruppo di Centro Democratico. E ritorna sulla vicenda della ex Resit a Giugliano, “laddove numerose inchieste hanno stabilito che per 20 anni sono stati sversati rifiuti tossici, tra i quali i fanghi della Acna di Cengio, con la contaminazione delle stesse falde acquifere presenti nella zona. Nelle due cave, dette Z ed X, della ex Resit sono presenti fenomeni sconcertanti quali le cosiddette ‘fumarole’, ossia fumi pestilenziali che si levano dalla sommità della discarica, rendendo irrespirabile l’aria della zona, e questo mentre nei campi vicini si prosegue a coltivare come se nulla fosse”.

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Di red