I politicanti italiani hanno appena varato una legge che toglie 8 miliardi alla scuola tagliando oltre 130mila posti di lavoro, adducendo la necessità di razionalizzare a spesa pubblica, e poi si pappano ancora una volta finanziamenti a fondo perduto a favore dell’editoria, soldi che spesso servono per pubblicare giornali “amici” che sono organi politici, testate giornalistiche risultano tali grazie al fatto che un paio di deputati si associano, dichiarando che questi fogli semi clandestini sono espressione del loro sodalizio. Un bel modo per farsi dare quattrini a spese del contribuente.
La commissione Bilancio della Camera ha votato un emendamento che sancisce lo slittamento dei ‘tagli’ all’editoria all’esercizio finanziario successivo a quello dell’entrata in vigore del regolamento di riordino e semplificazione dei contributi al settore. Nella Finanziaria è infatti prevista, alla tabella C, una spesa per l’editoria di 262 milioni di euro per il 2009, ben 152 milioni in meno del 2008 con una diminuzione del 36 %, un taglio che a quanto pare è stato vanificato.