Pensieri, colori e parole, è questo il titolo della mostra di pittura, scultura e poesia che si è appena chiusa alla Casa delle Arti di Succivo. I protagonisti dellevento sono stati tre giovani artisti atellani, Filomena Crispino, Antonio Cristofaro e Francesco Falace. Sin dallinaugurazione, la mostra si è posta come unoccasione di grande valenza sociale e culturale, offrendo un illustre palcoscenico ai talenti emergenti.
Per noi la mostra è stata la realizzazione di un sogno!, hanno affermato soddisfatti i protagonisti della manifestazione: Filomena Crispino, 27 anni, di Orta di Atella, scrive poesie sin da quando aveva 8 anni; ha riscosso diversi riconoscimenti nelle varie rassegne a cui ha partecipato. Antonio Cristofaro, anni 21, di Frattaminore, si è diplomato al Liceo Artistico di Aversa, ha dipinto il suo primo quadro alletà di 9 anni. La sua tecnica preferita è quella dellolio su tela. Francesco Falace, di anni 19, di Orta di Atella, anche lui diplomato al Liceo Artistico di Aversa, ha dipinto il suo primo quadro alletà di 14 anni. Particolarmente intense le tematiche oggetto delle loro ricerche: il mal di vivere dell’uomo moderno, le modificazioni dei valori, delle tendenze che hanno caratterizzato per secoli l’identità di ciascuno sono forieri della fragilità interiore, di un’emozionalità pulsante nei sensi, ma di difficile espressione nella relazionalità sociale. L’arte hanno commentato i tre artisti atellani – è la testimonianza vibrante del tempo che passa, tra la noia, la "nausee" di sartriana memoria, l’inquietudine dell’essere "hic et nunc", qui ed ora, in una realtà vittima di convenzioni, status personali e collettivi, e l’aspirazione recondita, inconfessata all’affermazione del proprio io, con le sue caratteristiche fuori dal coro, contrastanti con l’asservimento alla cultura globalizzata, massificata ed incesellata nei "trend" del momento. Gli artisti concludono i tre – colgono i segnali d’allarme di quelle coscienze che disapprovano l’idea del potere fine a se stesso, per ritrovare i principi di un umanesimo nuovo, solidale ed a misura di tutti.
Martina Fontana