La democrazia nella politica nostrana diventa un elemento sempre più sconosciuto, è di qualche giorno fa la decisione del segretario regionale dell’Udeur, Antonio Fantini, di espellere tre consiglieri regionali, ben due sono del nostro territorio, Nicola Caputo e Giuseppe Maisto, con loro anche Vittorio Insigne. Prima di espellere qualcuno da qualsiasi organizzazione, ci vorrebbe un “giusto processo”, una giustizia almeno formale ma così non è s è deciso d’autorità.

Eppure il senso di giustizia è una cosa che dovrebbe stare molto a cuore a leader della stessa Udeur, Clemente Mastella, che è al centro di un terremoto giudiziario in cui lo stesso lamenta di essere vittima di una “mala giustizia”, la stessa che paradossalmente ha provocato i contraccolpi politici che hanno portato all’uscita dei tre dal campanile, ed è per questo che avrebbero fatto più bella figura, tutti i protagonisti, a parlare di divorzio consensuale e non di espulsione. "Abbiamo assistito in questi giorni, proprio nel momento in cui e’ necessaria la massima coesione del partito – è stato spiegato in una nota dell’Udeur – ad episodi e dichiarazioni di alcuni che, o provenienti da altri raggruppamenti o subentrati nelle istituzioni in quanto gli eletti sono stati chiamati a superiori incarichi, hanno leso la dignità stessa dei Popolari-Udeur ed il tutto in netto contrasto con il progetto politico del partito, che è e resta legato ai principi ed ai valori dei cattolici democratici impegnati in politica". Nicola Caputo, che è di Teverola, non fu eletto nell’Udeur ma nell’’Udc, dove era andato dopo una prima militanza nell’Udeur. Giuseppe Misto, di Giugliano, e Vittorio Insigne sono subentrati a due colleghi di partito eletti in Parlamento nel 2006: il senatore Tommaso Barbato ed il deputato Michele Pisacane.

Salvatore Pizzo

Di sa.pi.