(Frattamaggiore) Un libro in lingua croata in onore dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Il libro è stato promosso da Vecernji List (Giornale della sera), il quotidiano in lingua croata più letto in Bosnia ed Erzegovina, che già per due anni (2007 e 2010) lo aveva proclamato “Uomo dell’anno” nel campo delle relazioni ecumeniche ed interreligiose.
La prefazione è del Cardinale Puljić, Arcivescovo metropolita di Vrhbosna-Sarajevo. Il primo capitolo, dei quattro in cui si divide il libro, presenta una raccolta di studi sui rapporti tra la Santa Sede e la Bosnia-Erzegovina, a cura di studiosi del settore; mentre il quarto capitolo, ad uso principalmente degli specialisti, riporta in più lingue importanti documenti internazionali alla cui stesura Mons. D’Errico ha direttamente partecipato (Accordo di base tra la S. Sede e la Bosnia-Erzegovina col relativo Protocollo Addizionale, etc…). Ma per gli amici preme principalmente sottolineare che il secondo capitolo, intitolato “Messaggero di pace: l’Arcivescovo Alessandro D’Errico”, ne delinea la vita e il percorso, dalla terra natale, Frattamaggiore, alle varie tappe della sua formazione e del suo ministero (formazione diplomatica e intellettuale, percorso sacerdotale, servizio nelle Nunziature Apostoliche in tutto il mondo, fino all’attuale Sarajevo), oltre a riportare estratti dalle sue più importanti omelie e discorsi, chiudendo con una sua lunga intervista raccolta dal giornale. E’ importante anche rilevare che nel terzo capitolo sono riportate diverse testimonianze sull’Arcivescovo D’Errico da parte di personalità viventi: tre Capi di Stato, Ministri, Ambasciatori, Presidenti di Partiti, Leaders religiosi, Operatori sociali, e altre personalità provenienti dalla Bosnia-Erzegovina, dalla Repubblica di Croazia e del Montenegro. La presentazione del libro è avvenuta avviene a Mostar, il 21 marzo 2012. Peccato per la…lingua e la distanza geografica; ciò, tuttavia, non ha impedito agli ‘amici’di esservi spiritualmente presenti…
Antonio Anatriello, su facebook, 19 marzo 2012