Il senatore Luigi Compagna (PDL) ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’economia e delle finanze nella quale si chiede di sapere "se il Ministro non ravvisi un comportamento inutilmente vessatorio o, comunque, un eccesso ed un’ostentazione di zelo a tratti persecutorio, nelle modalità e nei tempi delle misure attuate nei confronti di Maradona". La Guardia di Finanza nei giorni scorsi ha rintracciato l’ex asso del calcio mondiale in una clinica di Merano, dove si trovava per delle cure, per pignorargli alcuni orecchini, ciò a causa di un ingente credito che l’argentino ha nei confronti del fisco italiano.
Nell’interrogazione Compagna ricorda che nel febbraio 205 Diego Armando Maradona era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a pagare circa 36 milioni di euro: 2 anni fa si era visto confiscare 3 milioni di euro, compenso delle sue apparizioni nella trasmissione televisiva ‘Ballando sotto le stelle’, poi il 6 giugno 2006 furono le Fiamme Gialle, a Giugliano, dove venne per una partita di beneficenza, fu portato in caserma dalle Fiamme Gialle per la notifica di un provvedimento di esecuzione mobiliare emesso dal Tribunale civile di Napoli per questo gli furono pignorati due Rolex, per un valore di circa 10.000 euro. "Con clamore e senza rispetto alcuno per il luogo e le circostanze -sottolinea il senatore – l’ufficiale di riscossione della Guardia di finanza avrebbe provveduto, oltre che alla notifica, anche al pignoramento immediato di orecchini del valore di circa 4.000 euro”. Per questo ha chiesto al ministro Tremonti ”Se non ritenga che la legittima persecuzione dell’evasione fiscale non debba svolgersi secondo criteri astratti e generali che salvaguardino comunque irrinunciabili valori di discrezione e di privacy".

Di red