Mafia ucraina e camorra nostrana, sembra un mix micidiale, è questo lo scenario in cui nei giorni scorsi le forze dellordine sono intervenute nel nostro territorio per contrastare la criminalità organizzata.
A Casoria sono stati confiscati due immobili dal valore di circa 700mila euro. Il decreto di confisca e’ stato eseguito oggi nei conforti di Mauro Franzese, 35 anni, ritenuto capo dell’omonimo clan operativo nella periferia nord di Napoli sul fronte estorsioni. Franzese, originario di Casoria, ha precedenti per estorsione, usura, detenzione illecita di armi, associazione a delinquere di stampo camorristico. Invece i reati contestati a nove persone, otto delle quali ucraine, sono: associazione camorristica, estorsione, lesioni e violenza privata, le contestazioni arrivano dalla Direzione distrettuale antimafia nell’ambito di un’inchiesta sui legami tra un gruppo della criminalità organizzata che opera a Leopoli in Ucraina e i clan Mazzarella e dei Casalesi. Indagini che, dopo l’omicidio nel febbraio 2003 del boss Lybomyr Goutnik che era proprietario di un ristorante, hanno portato già a due retate di cittadini ucraini. Gli ultimi nove arresti sono legati alle attività dellassociazione Pace di Villaricca, che ufficialmente svolgeva attività di sostegno e di aiuto a inserirsi nel mondo del lavoro a cittadini extracomunitari. L’associazione era gestita da Oksana Prysliak, convivente di Valery Haraschuk, arrestato con altre 39 persone nel giugno del 2004, che, dopo aver tentato di controllare ancora questi traffici illegali dal carcere, anche attraverso la sua convivente, ha collaborato con i magistrati. Le sue dichiarazioni hanno portato in carcere anche, (unico italiano) , il commercialista napoletano Fulvio Cesa, 48 anni, considerato la ‘mente tecnica’ sia dell’associazione che di una societa’, la Mundial Service, che ufficialmente si occupava di sbrigare pratiche amministrative per gli stranieri. Tra gli arrestati anche la vedova del boss Goutnik.