Ieri è entrato in vigore l’articolo 5 del Decreto Legislativo n.106 del 20 febbraio, riguarda le “Disposizioni in materia di riorganizzazione dell’Ufficio del Pubblico Ministero”, un vero colpo di piccone alla libertà di stampa. La nuova normativa prevede che ad intrattenere rapporti con i giornalisti, possano essere solo i procuratori della Repubblica o magistrati da loro appositamente delegati. I preposti non potranno dire chi sono i magistrati assegnatari dei fascicoli, questi ultimi peraltro non potranno parlare dei procedimenti di cui si occupano fino a quando la sentenza non passa in giudicato.

Per i magistrati che violeranno queste disposizioni sono previste sanzioni da parte del Csm, ed il Procuratore della Repubblica ha l’obbligo di provvedere alla segnalazione. Bene! da oggi in poi i cronisti di giudiziaria si dovranno affidare a fonti “meno ufficiali”. Se la libertà d’informazione continuerà ad esistere, sarà sicuramente la qualità a farne le spese. Cosa migliora questa legge? Nulla. Forse credevano che scomparisse la cronaca giudiziaria, utopia pura. Del resto da una classe politica che in tutti gli schieramenti pullula di pregiudicati, alcuni dei quali siedono anche in Parlamento, non ci potevamo aspettare di meglio.

Salvatore Pizzo