Il ‘progetto pilota’, sottoscritto in Prefettura, è veramente encomiabile: dai beni confiscati al Clan dei ‘casalesi’, capeggiato da Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’ e al pregiudicato Giorgio Marano, tra Santa Maria La Fossa, Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano sorgeranno una ‘fattoria di prodotti tipici’, un ‘centro giovanile polivalente’ e tre parchi della ‘legalità.

Il progetto da 3,6 milioni di euro è stato sottoscritto dal prefetto Maria Elena Stasi nell’ambito di una convenzione con ‘Agrorinasce’: i finanziamenti sono stati stanziati dal Ministero dell’Interno con fondi del Piano di Sicurezza per lo sviluppo del mezzogiorno. Bella conquista di civiltà quella del riutilizzo per ‘finalità sociali’ dei beni confiscati alla camorra, che segna il passaggio dalla logica della morte dell’antistato locale alla logica della vita del vivere civile.

Di n.p.