L’estate che sta volgendo al termine è stata caratterizzata da una vicissitudine politica che non potrà non avere i suoi contraccolpi sui destini nostri, se non fosse altro per l’occasione mancata, quella di vedere inserito l’intellettuale luscianese Nicola Turco ai livelli che uno come lui merita. Si è consumata infatti la rottura tra il coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino e il presidente nazionale di
Alleanza di Popolo Nicola Turco, un movimento di massa quello capeggiato dal noto intellettuale luscianese, che ha totalizzato il suo massimo storico alle ultime elezioni regionali campane, portando a casa la bellezza dell’1,43% dei consensi. La vicenda è stata sottaciuta anche dai grossi commentatori, probabilmente spaventati dal doversi confrontare da un uomo così capace, che facilmente mette in difficoltà anche i più arguti interlocutori. Ha appoggiato la coalizione di centro destra, ma Caldoro avrebbe vinto lo stesso anche senza quei consensi. L’intelligenza politica di Turco mette paura ai big, infatti prima di questa rottura con Cosentino, in passato il dottore di Lusciano ha già rotto con Alleanza Nazionale e Democrazia Europea. Una sequela di rotture. Solo all’inizio di quest’anno Turco, veniva indicato da certa stampa internazionale campana come uno dei maggiori esperti di diportistica, ma questa è solo una delle sue pregevoli qualità che a Lusciano tutti conoscono, e quindi grazie alle sue notorie doti fu collocato alla presidenza di Campania Navigando, una società della regione che si occupava di porti turistici, ma quando essa è stata assorbita da Italia Navigando, una società pubblica a livello nazionale il suo nome non era tra quelli dei nuovi amministratori. Una situazione di alta politica che ha determinato la rottura tra Turco e Cosentino. Il partito capeggiato dall’intellettuale luscianese, alle scorse regionali oltre a rastrellare l’1,48% dei voti, balzò agli onori delle cronache perché candidò un ex Verde, poi Margherita e poi ex Pd, che è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione camorristica. Tanto che Caldoro, in piena campagna elettorale, disse che se quei voti fossero stati determinanti per la sua elezione si sarebbe dimesso. Intanto la Campania e l’Italia hanno perso un occasione, in un’intervista l’intellettuale di Lusciano rivelò delle chicche, anzi delle chiccone, disse che stava programmando la ristrutturazione del porto di Capri, il rifacimento dei porti di Procida, Agropoli, Torre Annunziata, Portici e Castellammare di Stabia, altri interventi li ha previsti a Cetara, Minori, Santa Maria Castellabate, Sorrento e Baia Domitia. La nazione adesso dovrà attendere.
Anonimo Luscianese