Ecco il resoconto di una protesta iniziata bene e finita, a mio modesto parere, molto male. Premetto che, pur essendo da mesi impegnato a divulgare notizie sulla crisi dei rifiuti, la comunicazione riguardante la manifestazione di mercoledì mi è pervenuta solo alle ore 20 e solo per puro caso. Evidentemente la protesta, da tenersi nel pomeriggio, all’interno della stazione ferroviaria di Aversa, è stata organizzata, in fretta e furia, appena giunta la notizia della riapertura della discarica di Taverna del Re.

In ogni caso, se l’obiettivo primario della manifestazione era il blocco dell’importante snodo ferroviario aversano, che avrebbe causato gravi disagi a tutto il traffico tra il nord ed il sud, c’è da dire che il risultato sperato non è stato raggiunto. I promotori della protesta sono stati i vari comitati antidiscariche di Giugliano e dell’Aversano (Aversa e Parete). All’inizio, tutto è filato liscio, ma ad un certo punto qualcuno (chi dice prima, chi dice dopo la fine della manifestazione stessa) ha iniziato ad uscire dalla stazione per avviarsi in direzione di Via Diaz. I manifestanti hanno iniziato a rovesciare in strada tutti i cumuli di rifiuti incontrati lungo il percorso. Il corteo “spontaneo” si è snodato lungo Via Diaz, Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Municipio (dove cumuli di rifiuti sono stati depositati davanti al portone del Comune), all’incrocio di Via Roma con Piazza Municipio, in Via Roma, Porta Napoli (Arco dell’Annunziata), Parco Argo/Via Raffaello, per fermarsi definitivamente davanti al Bar Due Pini. A questo punto il gruppo d’attivisti antidiscariche ha iniziato un sit-in durato più di un’ora. Nel mentre, il traffico è letteralmente impazzito. Vuoi per i cumuli di rifiuti gettati al centro della carreggiata, vuoi per la lentezza del corteo, che, mentre avanzava, di tanto in tanto si fermava a “prendere il fiato”. Tra l’altro, man mano che il corteo dei dimostranti si è avvicinato al Parco Argo, si è unito al centinaio d’arrabbiati contestatori, qualche sparuto gruppetto di cittadini. A questo punto, dopo un breve pistolotto finale è stato annunciato il prosieguo della manifestazione per il 27 dicembre, alle 16, di fronte al Municipio. In quel preciso momento, il corteo si è “quasi pacificamente” sciolto. Dico “quasi pacificamente” perché in realtà, proprio sul finale, è nato un battibecco tra alcuni esponenti del centro-sinistra aversano ed un paio di “organizzatori”. Episodio che ha “eccitato” più di qualche presente. Rimane negli occhi di chi, come me, ha assistito in diretta all’evento: il grave disappunto dei semplici cittadini, dei commercianti, degli automobilisti o, tanto per fare un esempio, dei due medici del Servizio di Continuità Assistenziale, che pur essendo stati chiamati da un malato terminale per una visita urgentissima, si sono ritrovati con l’auto bloccata dall’immondizia. Per fortuna un gruppo di volenterosi cittadini ha aperto loro la strada facendo spazio tra i rifiuti. Altro caso è quello dell’Ambulanza del 118 che, chiamata da una signora del Parco Argo, a stento è riuscita a passare (sempre con l’aiuto dei cittadini volenterosi e della protezione civile) il muro d’immondizia creato dai manifestanti.

Ugo Persice Pisanti