Maria Rosaria Longobardi Romano è sicuramente un personaggio che testimonia il fervore culturale della nostra terra, insegnante di scuola primaria, sposata mamma di tre figli, nel 2002 ha pubblicato il testo di narrativa infantile ‘Favole in fiore , fior di favole (Ed. La Mongolfiera Editrice Alternativa 2002) ed il più recente ‘Anagrammi’ un volumetto di anagrammi – o meglio epigrammi- inserito nella collana di poesia ‘Lo specchio oscuro’ dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.

Dopo la vittoria riportata nel 2006 al premio Internazionale Nuove Lettere 2006 promosso dal medesimo Istituto, Anagrammi è in vendita presso le librerie Guida a Port’Alba ed Evaluna, Pzza Bellini Napoli. Alcuni lavori dell’autrice sono stati tradotti in spagnolo ed in tedesco ed inseriti in siti scolastici. E’ iscritta alla SIAE nella sezione Musica ed è autrice della parte letteraria dell’opera per bambini ‘Il canto dell’alfabeto’ (musiche di Francesco Garzone) che ha ottenuto una coppa al Festival regionale Ragazzi in scena organizzato dai Laboratori Teatrali di Aversa (LARTES) nel 2002. Numerosi i premi ed i riconoscimenti ricevuti nell’ambito della poesia e della narrativa: il premio più recente le è stato attribuito per la ‘poesia speciale’ al Concorso Internazionale 2007 ‘Tra le parole e l’infinito’ di Nicola Paone. Presto sarà presente con alcuni lavori in un sussidiario scolastico, è vicepresidente dell’Associazione Letterario-Scientifica Il Melograno di Torino e collaboratrice di riviste letterarie e del sito del comune di Melito, per il quale cura una rubrica intitolata ‘Dall’Enigmistica alle fiabe , alla poesia , ai racconti , ad altro’. Sotto una sua poesia. 

Il posto giusto della strega

Un paese era in balìa

della strega Melodìa,

che trasformava con la magìa

ogni cosa per la via.

Erano tutti alla sua mercé,

tutti quanti, perfino il re.

Se qualcuno sbadigliava

in un pesce lo trasformava,

se qualcuno starnutiva

lo chiudeva in una stiva,

se qualcuno poi piangeva

ogni sua lacrima diveniva

una goccia d’acqua marina.

Sconvolgeva con la fattura

tutta quanta la natura

tutti gli alberi e le piante

che trasformava in un istante.

Neppure le cose lasciava in pace,

nemmeno le pietre di quel paese.

Così presa dalla frenesìa

ogni cosa mutava con la magìa.

Non c’era modo di fermarla,

non c’era guardia che potesse arrestarla.

Ma per fortuna arrivò dal mare

la strega Marbella, sua consorella,

che le chiese con cortesìa,

di provare la sua magìa

sui coralli e l’erba marina,

per farli tornare più belli di prima.

Nelle azzurre distese

non combinò più sorprese,

anzi quel posto le fu assai congeniale

perché era una strega, una strega di mare.

La strega Melodìa

non era nata per star sulla via

di paese o di periferìa:

quell’esperta di stregonerìa

era di un’altra categorìa.

Così, seguendo di una nave la scìa,

cambiò anche il nome e si chiamò Marìa.

Parole che terminano in ìa : magìa , periferia , vìa , categorìa, stregonerìa , Marìa , scìa , frenesìa , Melodìa , cortesìa,balìa

Maria Rosaria Longobardi

(“Favole in fiore…fior di favole” – Ed. La Mongolfiera)—– —– Original

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