Caro direttore,
le scrivo per raccontarle dellavventura parigina dello chef aversano Gino Farnuso, vittima di una vera ingiustizia. Farnuso è arrivato quarto al Concours Culinarie 2006, certo è sempre un buon piazzamento se si tiene conto che alla selezione principale eravamo 350, e che il nostro conterraneo si è scontrato con soli Francesi, e con una giuria di sedici membri anche loro tutti francesi.
Il 1° Aprile è iniziato proprio male, arrivato alle ore 7,45 alla scuola Gregari Ferrandi, gli comunicano che dellorata (lingrediente principale del suo piatto) avevano solo filetti congelati, quando lui laveva ordinata fresca, allora Farnuso ha protestato e dopo aver controllato insieme alla Commissione il Bollettino di Partecipazione,dove erano stilati tutti gli ingredienti, hanno appurato il nostro aveva ragione e quindi si è provveduto allapprovvigionamento. Poi durante la competizione si è potuto osservare che lunico ad usare il pesce fresco ero lui,in quanto loro usano solo quello congelato perché si forniscono dalla vicina Spagna. Non è finita ancora, lepisodio che ha fatto più arrabbiare è stato quando un membro della Commissione gli si è avvicinato, ed oltre a fargli i complimenti gli ha detto che potevo ispirare a qualcosa in più, ma il piatto era risultato un po pesante in quanto avevo condito il pesce con olio extra vergine doliva,e non burro come è di loro usanza. Sono rimasto davvero sbalordito da questo commento,perché ho costatato che tra Italiani e Francesi cè un gran divario, noi che con la nostra tradizione Mediterranea cerchiamo un equilibrio tra sapori e calorie,loro usano molti grassi vegetali (banditi da tutti i nutrizionisti mondiali), e la mania di servire il tutto con abbondante cremine. Una cosa è certa il piatto che è andato a ruba sul Buffet di Assaggio è stato quello di Farnuso.
Lettera Firmata
Parigi