tommasino_alessandraQuando ascoltiamo a centinaia di chilometri di distanza persone pulite come Alessandra Tommasino raccontare la loro quotidianità, che è fatta di un naturale impegno sociale, noi emigranti capiamo che laggiù non è tutto è perduto. La lorduria che avviluppa la nostra Campania (ex) Felix nonostante tutto non ha ancora vinto, essa produce ancora frutti saporiti e genuini, puri. Alessandra è uno di questi, pieno del sole che irradia la nostra Terra di Lavoro, che gli antichi chiamavano “Liburia”.

L’attivismo di tanti giovani come lei che traggono frutti non inquinati dalle terre prima occupate dai camorristi, in una zona dove l’inquinamento  non solo ambientale, ma anche mentale, è assai diffuso, costituisce la migliore risposta a quanti corrono verso il baratro. Reagire e resistere il verbo di questi giovani. Una resistenza fatta di sorrisi e determinazione, mai un luogo è stato più azzeccato come quello che a Parma è stato scelto per presentare il libro di Liliana Cori e Vincenza Pellegrino, la sede dell’Istituto Storico della Resistenza, dove la testimonianza di Alessandra ha dimostrato che esiste un resistere, quotidiano e silenzioso, la cui arma segreta è il sudore che gronda dalla fronte di tanta gente perbene che non si piega e lavora.

Salvatore Pizzo