Periodicamente nell’arena politica italiana si vanta il merito di vincere le elezioni. Questo tema vuole tornare di attualità, visto il gran parlare che i governanti ne fanno. Ma avere più voti alle elezioni non è una vittoria né un onore. E’ un pesante impegno, una condizione che nel tempo obbliga all’onere della prova di aver saputo meritare la delega a
governare, realizzando opere di pubblica utilità. Non è questa la storia dell’Italia degli ultimi decenni, stretta tra scandali, opere inutili e dannose, realizzazioni mai concluse, progetti solo annunziati, debito pubblico inarrestabile, assuefazione alla criminalità ed alla corruzione in tutti i settori, arricchimenti facili e non documentati, gran proliferare di comitati e commissioni di (mal)affari. Avere più voti, in una qualsiasi giostra elettorale, è solo una delega a governare, un’apertura di credito ‘a tempo’. Avere meno voti significa essere delegati a controllare chi governerà, e non a fare la macchietta di guardie e ladri. Coloro che si vantano di aver portato molto più voti dei precedenti ‘compagni’ di partito non gongolino,né menino fallace vanto: da millenni sappiamo come si costruiscono i pacchetti di voti, soprattutto in realtà grandemente dominate ed infiltrate di delinquenti, truffatori e criminali. Certamente le vittorie elettorali bulgare nelle regioni rosse ed in quelle bianche non rappresentano un onore per la recente storia d’Italia. Anche il Sig.Bassolino ha vinto alla grande quando s’è candidato alle Regionali. Né è un vanto il caso della Sicilia stretta tra maggioranze a prova di ribaltoni, esplosione di primedonne litigiose e vergognosa gestione del potere. I valori nella vita sono altri e vanno sempre dimostrati, alla luce del sole. Purtroppo anche coloro che divulgano le notizie ( giornali, televisioni, media di ogni tipo ) si adeguano a questo andazzo semantico e non evitano la demagogia. Né può tirarsi indietro l’attuale dominus di Palazzo Chigi. Egli infatti rappresenta degnamente l’Italia di oggi, dei potenti di turno, della maggioranza di coloro che occupano i posti di comando, acquisiti per meriti discutibili. La rappresenta come avviene sulle scene di un teatro, si mette le maschere che servono per i diversi ruoli e pensa di convincere gli italiani che stanno bene, che vivono in condizioni ottimali, che tutto funziona a meraviglia. Sig. Berlusconi la realtà è altra, è diversa da quella che si osserva dai palazzi del potere. Il potere logora chi non ce l’ha e droga chi ce l’ha. In medicina capita spesso di sentirsi chiedere dai pazienti affetti da malattie multiple ecomplesse: dottore posso guarire ? Se questa domanda fosse fatta ai politici nei termini di : posso stare meglio? Posso pagare meno tasse ? posso guadagnare di più ? Tutti i politici di mestiere ed i demagoghi risponderebbero senza scomporsi : certamente, stiamo lavorando per questo. I risultati sono ben altri e stanno sotto gli occhi di tutti. Se il Sig. Brunetta si scandalizza per gli oltre 4 miliardi di euro che noi paghiamo per le auto blù, figuriamoci cosa passa per la testa e la pancia di chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese. Un po’ più di decenza e misura, meno chiacchiere vacanti ( mandiamo in vacanza pure loro ) e più rispetto per gli umili ed i dignitosi abitanti di questa meravigliosa terra, che purtroppo ha troppo spesso la rassegnata sopportazione dei vitelli, da cui prende il nome.
gennaromariniello@gmail.com
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