Una stella che con la sua luce perenne è destinata ad irradiare per sempre il firmamento musicale, quasi a testimoniare che il bello, il sublime possono evolversi e mai finire per sempre. Sembra essere questa la sintesi della missione dell’associazione Bianca d’Aponte di Aversa, un sodalizio musicale nato dopo la prematura scomparsa della giovane artista normanna di cui porta il nome, e che nel ricordo di Lei ha dato alla gloriosa tradizione musicale aversana un’altra peculiarità che ne sta portando alto il nome.

L’associazione che è stata voluta dai genitori di Bianca, Gaetano d’Aponte e Giovanna Vitagliano, oltre ad offrire alla collettività della musica di alta qualità ad un costo bassissimo, organizza l’unico concorso canoro per voci femminili che esiste in Italia, un’occasione per tante giovani cantanti che quest’anno festeggerà la terza edizione e che va collocandosi in maniera positiva e propositiva sullo scenario musicale italiano e non solo. L’Associazione Bianca d’Aponte è diventata anche il punto di riferimento di molti giovani artisti locali, che non avendo spazi, chiedono “in prestito” l’’Auditorium (sede) di Via Nobel. Abbiamo incontrato il papà di Bianca, è praticamente impossibile riportare in uno spazio giornalistico tutto ciò che trasmette chi partendo dal ricordo paterno di quell’”Isola che non c’è”, sta dando un’opportunità unica a tante giovani cantanti: guardare con speranza al futuro della loro attività artistica.

Ecco solo alcune domande che gli abbiamo rivolto:

Con quale idea avete allestito questo spazio?

Con l’idea di renderlo usufruibile ai giovani artisti e non, e che vi riuscisse a creare della musica quale regina del linguaggio più semplice, e per dare continuità a quello che stava facendo Bianca.

Quali sono le difficoltà che avete avuto?

Ci hanno aiutato gli amici di Bianca. Abbiamo fatto tutto muovendoci “intorno” a lei, come ad esempio l’acustica dell’Auditorium, aveva dei problemi è stato un amico di Bianca particolarmente preparato in materia a fare in modo che tutto si risolvesse. Adesso questo spazio ci viene richiesto non solo da giovani artisti, ma anche da altre associazioni che non hanno possibilità di questo tipo.

Dove trovate le risorse per fare tutto questo?

Stiamo usando ciò che doveva essere di Bianca, poi ci rivolgiamo a degli sponsor sia istituzionali che privati. Le ragazze che partecipano al concorso non sostengono alcun costo.

Salvatore Pizzo