Stando a quanto ha detto ad alcuni organi di stampa il Sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, la Regione avrebbe avviato contatti con la società Yorik proprietaria dellarea ex Texas, perché avrebbe lintenzione di creare dei parcheggi a supporto della stazione della metropolitana che sta per aprire. Fin qui nulla di strano, ma quando si parla di Texas ad Aversa, non si può ricordare quelle che sono state le illecite dinamiche finanziarie attuate da numerosi imprenditori del Nord,
che grazie a silenzio sindacal – politico di casa nostra, hanno permesso di far trasferire lazienda a Marcianise e poi farla fallire mettendo sul lastrico centinaia di famiglie del nostro territorio. Non sappiamo se quel silenzio politico sindacale a suo tempo sia stato interessato, fatto sta che coinvolge tutti i colori politici. Ci sono varie inchieste, quella sul crack della Finmek a Padova, quella della Oliit a Ivrea e quelle delle Procure di Santa Maria Capua Vetere e Napoli. Attualmente larea dove sorgeva lo stabilimento è di proprietà della Yorik, che ha una bella sede a due passi dalla Torre degli Asinelli in pieno centro a Bologna, essa è controllata dalla famiglia del parlamentare Luigi Cesaro, esponente di Forza Italia e molto vicino a Berlusconi, relativamente ad essa ha (o ha avuto) un ruolo anche lex sottosegretario al bilancio del primo governo Berlusconi, Ilario Floresta (Forza Italia). Si era tentato di realizzarvi un centro commerciale, che a pochi passi dal centro di Aversa avrebbe definitivamente dato il colpo mortale ai titolari delle botteghe aversane, lamministrazione comunale (a maggioranza forzista) quindi ha fatto marcia indietro. Almeno da un punto di vista politico in queste vicende Forza Italia ha avuto un ruolo determinante, ed è indicativo di una certa sensibilità il fatto che mentre si presta attenzione ai terreni della Yorik, i politici aversani non dicono nulla di fronte alla prospettiva di finire per strada che riguarda tanti padri di famiglia. La Texas aveva oltre 800 dipendenti, quelli di Forza Italia sembrano aver dimenticato che anche quelli sono elettori, così come lo sono i titolari dei negozi.
Salvatore Pizzo