manette arrestoPer conto della fazione Schiavone del clan dei Casalesi avrebbe gestito con due complici – tra cui J.D.I., genero dello stilista Roberto Cavalli – un ristorante nel centro di Firenze.

G.A. 33 anni, deve rispondere di associazione a delinquere di stampo camorristico e intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi. Secondo gli inquirenti con i soldi frutto delle estorsioni compiute ai danni dei commercianti di Aversa, avrebbe acquistato l’attività commerciale in via Dè Guicciardini.
L’uomo è stato arrestato, su ordine del gip del Tribunale di Napoli, poiché sarebbe un fedelissimo di Carmine Schiavone, terzogenito del boss del clan dei Casalesi Francesco Schiavone, detto “Sandokan”.
I carabinieri di  Casal di Principe hanno inoltre notificato per conto della Direzione Distrettuale Antimafia gli avvisi di conclusione indagini ad altre tre indagati tutti napoletani. A loro gli inquirenti hanno contestato l’intestazione fittizia in concorso con il ristoratore e l’impiego di danaro, beni e utilità con l’aggravante mafiosa. La vicenda è emersa anche nelle indagini che hanno portato, nel gennaio 2013, alla cattura di Carmine Schiavone, noto come “Carminotto”. Alcuni pentiti, un tempo vicinissimi all’ex rampollo del capoclan, come Di Martino, hanno indicato l’arrestato come colui che raccoglieva le tangenti dai commercianti aversani.

Il 33enne, era stato fermato anche nell’agosto 2013 per il possesso di una pistola detenuta per conto del clan.

Dalle indagini è emerso che a proporgli l’affare sarebbe stato proprio il genero dello stilista, già proprietario di fatto del ristorante, balzato agli onori della cronaca nel 2010 quando il locale vip da lui aperto, il Cavalli club, ubicato in piazza del Carmine a Firenze, fu devastato nel marzo dello stesso anno da un gruppo di immigrati africani armati di spranghe. A distanza di qualche settimana anche l’ex giocatore della Fiorentina e della Juventus, Adrian Mutu, fu coinvolto in una rissa nel locale che poi fu chiuso.

Qualche mese fa inoltre, l’uomo è stato denunciato con la moglie, figlia dello stilista, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, dopo aver inveito contro gli agenti che li avevano fermati, mentre circolavano in auto, per controllare il tasso alcolemico.