Dai quaderni della piccola Fortuna Loffredo, a seguito delle analisi della grafologa, sono emersi altri spaventosi dettagli su quello che la bimba stava subendo nel palazzo degli orchi al Parco Verde di Caivano. Chicca disegnava e cancellava con insistenza figure femminili, viste come una minaccia.
Nei suoi quaderni anche finestre con le sbarre, case inaccessibili senza porte, e ancora case con due porte, che indicano secondo la specialista la paura della separazione, il ricatto, la necessità di farle mantenere il segreto. La bambina inoltre utilizzava colori forti con tratti molto marcati, espressione di rabbia ed aggressività. Dopo la sua morte, che all’inizio sembrava fosse accidentale, l’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della bambina, e il pm Federico Bisceglia, che si stava occupando del caso, deceduto in un incidente stradale qualche mese dopo, avevano avviato una serie di perizie sui quaderni e i disegni della bimba, consapevoli che è proprio quella la più genuina forma di comunicazione dei sentimenti dei bambini. Sul suo corpicino, durante l’autopsia, sono emersi i segni di violenze sessuali reiterate che la piccola, secondo i magistrati della Procura di Napoli Nord, subiva da Raimondo Caputo, il vicino di casa accusato di averla violentata e uccisa lanciandola dall’ottavo piano del palazzo dove abitava.
Intanto l’inchiesta continua sulla rete di pedofili che avrebbero abusato di altri bambini al Parco Verde, sulle persone che sapevano e non hanno detto nulla e sulla morte del piccolo Antonio Giglio. Per quest’ultimo, morto in circostanze simili, è stata chiesta la riesumazione del corpo.
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